Toscana
Ultimo saluto a Benito “personaggio storico” di San Pietro in Palazzi
Oggi alle 11 nella chiesa del paese il funerale di Leoni Era ospite della Maffi e nella frazione lo conoscevano tutti
cecina. Di certo era una personalità di confine, problematica e con le sue zone d’ombra. Quasi nessuno sa niente del suo passato più remoto.
Per molti lui era solo «la mascotte di Palazzi». Tanto che centinaia di persone hanno lasciato per lui un ricordo sui social. «Ti abbiamo voluto bene», scrive qualcuno. «Era parte del paese», dice qualcun altro.
Benito Leoni è morto sabato primo febbraio a 77 anni all’ospedale di Cecina.
Dalla metà degli anni Ottanta viveva nella residenza sanitaria assistenziale gestita a Palazzi dalla Fondazione Casa Cardinale Maffi, «ma non aveva l’obbligo di rimanere sempre dentro», fanno sapere dalla struttura.
E quindi da trent’anni se ne andava in giro per Palazzi, sigaretta in bocca, borsa a tracolla e giornale in tasca.
«Diceva che era il giornalista di Palazzi - dicono in paese - in realtà si dice che prima di arrivare qui facesse il corriere. Riusciva sempre a non pagare il caffè perché tentava in ogni modo di farselo offrire. Rideva, parlava e faceva la linguaccia. E diceva sempre che gli sarebbe tanto piaciuto tornare a casa sua, a Firenze. Lì ci vive il nipote. Lo andava a trovare una volta al mese».
Benito era «un personaggio», dicono nella frazione. In ogni piccolo paese, a guardar bene, c’è qualcuno di simile.
Qualcuno che si incontra sempre nello stesso posto. Che ripete gesti simili, battute somiglianti. Qualcuno a cui dare un soprannome, magari scegliendolo insieme. E qualcuno che, alla fine, diventa gioco forza parte della storia del paese.
I cittadini di San Pietro in Palazzi erano abituati a vedere Benito da trent’anni. Con i suoi pregi e con i suoi difetti.
«Era divertente, andava sempre a tutte le feste. Soprattutto se c’era da bere o da mangiare. Si faceva fotografare in mezzo alla gente e a volte andava anche a Cecina con i mezzi pubblici», dicono a San Pietro in Palazzi.
Dicono anche che «stava sempre a chiedere soldi per il caffè e per il giornale». E capitava anche che questo infastidisse qualcuno.
Di certo non era una personalità semplice. Altrettanto certo è che tutti, a Palazzi, sapevano chi fosse.
Il suo corpo si trovava fino a ieri alla camera mortuaria dell’ospedale di Cecina.
Oggi alle 9 sarà portato nella chiesa di San Pietro in Palazzi dove, alle 11, si terrà anche il rito funebre.
Poi la salma sarà trasportata a Firenze, dove vive il nipote di Benito. —
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