Il Tirreno

La ciclabile in costruzione non convince i residenti «Così la via è pericolosa»

A.C.
La ciclabile in costruzione non convince i residenti «Così la via è pericolosa»

il territorio che cambia: cantieri aperti e proteste a vada  

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vada. Il percorso ciclabile alle porte di Vada non è ancora stato ultimato, ma i residenti storcono già il naso. E sottolineano come questo nuovo tratto di pista destinata alle due ruote rischi di rendere ancora più pericolosa la via Aurelia. Siamo all’ingresso nord di Vada, lungo la vecchia via Aurelia che tutt’ora rappresenta una delle strade di accesso principali al paese, oltre che un percorso molto usato per chi da Rosignano vuole raggiungere Cecina senza imboccare la variante Aurelia. Finora la pista ciclabile che corre a fianco della carreggiata tra Rosignano Solvay e Vada arrivava fino a via del Porto, ossia a ridosso del villaggio Fanfani.

Proprio nei giorni scorsi è partita la realizzazione del percorso ciclabile sul versante mare nel tratto di Aurelia tra via del Porto e via Marsilio Ficino, praticamente davanti al locale la Cambusa. La carreggiata chiaramente viene ristretta, ed è questo che preoccupa i residenti.

«È chiaro – spiega Massimo Nelli, che abita su via Giordano Bruno – che questo percorso toglie spazio nell’unico punto che era più largo e quindi meno pericoloso. Oltretutto l’imboccatura della pista da via Giordano Bruno è stata fatta al contrario, non sembra la prosecuzione del percorso da Rosignano verso Vada, ma un tracciato in direzione opposta».

Finora nel tratto di Aurelia davanti alla Cambusa era disponibile una serie di posti auto utili sì al ristorante ma anche a chi, soprattutto d’estate, voleva raggiungere le spiagge o il paese.

«È chiaro – sottolinea Roberto Creatini, presidente della Pro Loco vadese – che la nuova pista ciclabile toglie spazio ai parcheggi. Io non sono contro le ciclabili, ma questa all’ingresso nord di Vada non è fatta bene. Bastava fare il percorso su via Giordano Bruno. Sarebbe stata una pista sotto gli alberi, più bella e sicura per i ciclisti. Questa scelta non è comprensibile, oltretutto è delimitata da un pericoloso cordolo di cemento». Anche i titolari della Cambusa, segnalano come il percorso per i ciclisti poteva essere realizzato diversamente. «È vero che una pista ciclabile nelle vicinanze – spiega Valentina Morelli della Cambusa – non è negativa. Vorremmo però capire se vengono in qualche modo recuperati i posti auto cancellati. Inoltre è assurdo che nessuno si sia preso l’impegno di avvisare noi e i residenti della realizzazione di questa ciclabile». —

A.C.

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