Il Tirreno

L’altra economia 

Sette aziende nate in pochi mesi nell’Incubatore di Rosignano: cresconi i giovani imprenditori

Alessandra Bernardeschi
Sette aziende nate in pochi mesi nell’Incubatore di Rosignano: cresconi i giovani imprenditori

Ecco chi ha scelto gli spazi che un tempo ospitavano gli uffici distaccati dell’urbanistica

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ROSIGNANO. Due start-up composte da giovani imprenditori già insediate nel mondo del lavoro, una che sta per formarsi. Altre quattro che vengono seguite dagli addetti. Questo in pochi mesi il risultato dell’Incubatore d’Impresa. Lo stabile è quello in via Cairoli al civico 2, proprio a due passi da piazza Risorgimento. Lo spazio è quello che un tempo ospitava gli uffici distaccati dell’urbanistica. Oggi, completamente rinnovate, le sette stanze, compresa la sala relax e l’area working, sono a disposizione dell’Incubatore. Ad accoglierci Barbara Burchi, laureata in Economia e ricercatrice, e Silvia Danni, che arriva da Piombino, laureata in Scienze statistiche ed economiche. Assieme a Nicola Tucci, residente a Pisa e Marco Celi di Livorno, fanno parte della società Innolabs, vincitrice del bando promosso dal Comune nel 2018. «L’amministrazione comunale di Rosignano ha messo loro a disposizione gli spazi - ha detto Beniamino Franceschini assessore all’innovazione e politiche giovanili — la Innolabs ha provveduto all’arredamento così come previsto nel bando di gara».

«Abbiamo aperto nel settembre del 2019 - dice Danni - ma ci stavamo lavorando da tempo». Il loro compito è quello di orientare i giovani e selezionare progetti imprenditoriali rivolti alla creazione di impresa. All’interno degli spazi di via Cairoli, luminosi e arredati in stile minimalista con qualche sprazzo di colore, trova spazio anche Assoservizi di Confindustria «abbiamo individuato in loro - spiega Barbara Burchi - un partner strategico anche per fare formazione di tipo imprenditoriale». Un legame stretto dunque con il mondo del lavoro. L’incubatore di Impresa ha relazioni importanti anche con l’Informagiovani, il Centro per l’Impiego e con l’Istituto Mattei. «Vogliamo essere aperti al territorio», dicono. A loro si rivolgono «sia gruppi di giovani che vogliono realizzare un progetto o aprire attività commerciali ai quali diamo una mano al fine di ottenere finanziamenti ma anche persone che già hanno una propria attività e che vogliono valorizzarla. Tutti vengono supportati nelle varie procedure».

Oggi gli “incubati,” ossia le start-up che hanno gli uffici all’interno degli spazi di via Cairoli, sono: la società Soko che ha creato la piattaforma “Zazu” e che mette in contatto diretto gli operatori di ristoranti, caffè ed hotel con i produttori di prodotti specifici alimentari; la società “E-plant industrial design” start-up composta da ingegneri che si occupano di progettazione impiantistica, e un gruppo che si sta inserendo «composto - spiega Silvia Danni - da tre ragazzi dall’età compresa tra i 25 ed i 35 anni e che vorrebbero inserirsi nel settore dell’arte e cultura». Per quest’ultima, Innolabs sta stabilendo con il Comune le modalità di accesso anche a fronte degli spazi disponibili. Oltre alle start-up che occupano fisicamente gli spazi dell’Incubatore, «abbiamo gli “incubati” virtuali, ossia gruppi di persone che hanno già un luogo dove lavorare ma che chiedono di essere seguiti. In questo caso abbiamo già 4 contrattualizzati: si tratta di giovani che vogliono aprire un piccolo negozio di alimentari di qualità a Vada, un altro gruppo che ha acquisito la gestione di un ristorante a Bibbona e vorrebbe rinnovare i locali mentre l’ultima realtà è di Livorno ed è nel settore della moda. Ma le persone che in questi mesi sono effettivamente passate dai nostri uffici per chiedere informazioni sono oltre una ventina».

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