Il Tirreno

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Muore a 70 anni Mauro Poli, ex vicesindaco e volontario

Claudia Guarino
Mauro Poli
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Mauro Poli

Amministratore, cuoco alla mensa dei poveri, ex dirigente sportivo e cacciatore. Lascia la moglie Lucia e la figlia Lisa. A lui l’abbraccio di tutta la comunità

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DONORATICO. Era un uomo gentile, dalle mille passioni. Uno che era riuscito a diventato «parte integrante della comunità in cui viveva, tanto da incarnarne l’anima». È così che l’attuale sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini ricorda Mauro Poli: amministratore di lunga data, volontario, sportivo e cacciatore. Ma anche padre, marito, fratello. Conosciuto da tutti e amato da tanti, Mauro Poli è morto all’ospedale Cisanello di Pisa, dove si trovava per alcune complicazioni sorte di recente. Il suo corpo, inizialmente portato alla camera mortuaria del cimitero di Donoratico, è stato cremato: nessun rito funebre dunque. Lascia la moglie Lucia, la figlia Lisa e un vuoto enorme nei cuori di amici, colleghi e familiari. Mauro Poli aveva settant’anni. Ex lavoratore delle acciaierie di Piombino, da quando era in pensione dedicava gran parte del suo tempo al volontariato, cucinando alla mensa dei poveri “Madre Teresa di Calcutta” di Donoratico.

La mensa è gestita da Caritas, San Vincenzo de Paoli, associazione San Bernardo Abate onlus e Gruppo Madre Teresa. «Mauro è stato membro del nostro gruppo fin dall’inizio - racconta Rosanna Fontanelli, San Vincenzo de Paoli - Era una persona semplice, un uomo eccezionale». Gli amici volontari, quando hanno saputo ciò che era successo, hanno scritto una lettera a Mauro. E adesso sceglieranno una delle sue foto, magari quella in cui è ritratto mentre aggiunge il prezzemolo tritato all’interno di una pentola, cappellino in testa e grembiule alla vita, e ne faranno un ingrandimento. «La appenderemo nella mensa», dice Fontanelli. Così anche chi - in pochi - non lo conoscevano, entrando in mensa potranno chiedere chi fosse quell’uomo che tanto ha dato a chi ne aveva bisogno. Adesso il mondo del volontariato si stringe intorno a Mauro, ricordando con il cuore pieno di lacrime un amico gentile e un operatore unico.

«Mio fratello era una persona disponibile e socievole - racconta Franco Poli, fratello di Mauro - ed era in grado di coinvolgere chi gli stava intorno». Chi lo conosceva fa fatica a trattenere le lacrime parlando di lui. E anche quella di Franco è una ferita aperta che trasuda amore. «Era una persona fantastica - dice Franco Poli - Ultimamente si dedicava al volontariato, ma era anche un grande cacciatore, un dirigente della pallavolo Donoratico e un amministratore». Perché Mauro è stato vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici durante la giunta di Giancarlo Querci. Di lui parla anche l’ex sindaca Monica Giuntini. «Era davvero una persona in gamba», dice. Così la pensa anche Sandra Scarpellini. «Ha fatto parte anche del comitato orti di Donoratico ed era uno dei cacciatori storici - racconta - Rappresentava l’anima di Donoratico: era socievole, chiacchierone e di grande cuore. Era uno che parlava con la gente, che sapeva e voleva stare nella comunità».

«Era un uomo fantastico», continua il fratello Franco, anche lui assessore, ma con deleghe a sport e agricoltura e sotto la giunta di Fabio Tinti. Chi lo ricorda da politico parla di un uomo attivo, che si adoperava per la comunità. Secondo molti non era l’amministratore che sta seduto sulla poltrona e amministra una città dall’alto. «Era un politico che andava tra la gente - racconta la sindaca Sandra Scarpellini - perché questa era la concezione che aveva della sua funzione». Il filo rosso della sua vita professionale era proprio quel forte senso di comunità che non ha mai abbandonato. Lo guidava da amministratore e lo spingeva da volontario. E si era fatto conoscere e voler bene da tutti. «Forse la foto che meglio rappresenta mio fratello nell’ultimo periodo della sua vita - racconta Franco Poli - è l’immagine in cui si trova alla mensa dei poveri insieme agli altri volontari». È lì che si trovava quando è stata scattata la foto presente in pagina. Ed è lì che ha trascorso gran parte del suo tempo libero. «Era un grande cuoco e una grande persona - conclude Fontanelli - non lo dimenticheremo mai». E l’abbraccio è collettivo, è quello della sua amata Donoratico.

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