La manifestazione
Addio a Eleonora Incisa della Rocchetta
Amava la lettura e l’aria aperta. La sua solarità era a tratti offuscata da una certa inquietudine che l’ha accompagnata per tutta la vita
BOLGHERI. Se n’è andata mercoledì notte all’ospedale di Livorno, dove si trovava in terapia intensiva a causa di una emorragia cerebrale, a seguito di un malore che l’aveva colta circa dieci giorni fa, mentre si trovava a fare la spesa al supermercato. Eleonora Incisa della Rocchetta era nata il 17 ottobre del 1962, era la sorella maggiore di Giovanni e Piero Incisa, figlia di Enrico Incisa e Nerina Corsini, il fratello di Nicolò Incisa della Rocchetta. Eleonora gestiva con Giovanni le tenute di Salviano e Titignano, in Umbria, ereditate dalla madre. Grande amante dei cavalli, della natura e degli animali, abitava nella sua casa, immersa nella campagna bolgherese ed amava il territorio a cui era profondamente legata. Rispetto ai suoi fratelli infatti non ha mai abbandonato Bolgheri. Era una persona gentile e di grande cultura.
Amava la lettura e l’aria aperta. La sua solarità era a tratti offuscata da una certa inquietudine che l’ha accompagnata per tutta la vita. Ma aveva sempre un sorriso da dispensare a chiunque la incontrava, con la mise elegante, discreta e tipicamente british che l’accompagnava, l’inseparabile Barbour e i capelli raccolti. Era conosciuta da tutti, spesso la trovavi nei luoghi comunemente condivisi a leggere il giornale, come al Caffè della Posta, uno dei suoi luoghi preferiti nel borgo. Era una appassionata lettrice del quotidiano, curiosa dei fatti del paese, premurosa e attiva anche sulle pagine social nei vari gruppi pubblici presenti. Conosceva tutti e si batteva per la tutela del paesaggio, dell’ambiente naturale e dei cani. Eleonora Incisa della Rocchetta è stata ricoverata per diversi giorni presso il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Livorno.
«Ci mancherà tantissimo – ha detto il fratello Giovanni Incisa facendo le veci della famiglia – era una persona con un grande cuore e un grande senso dell'umorismo. Un ringraziamento d'obbligo, in questa circostanza triste, va al primario professore Orazio Santonocito, tutto lo staff e il reparto, che oltre all’efficienza hanno dimostrato una grande umanità. veramente degna di nota». I funerali si terranno domani, sabato, in forma strettamente privata.
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