Il Tirreno

Dimenticano aperta la Cantina Satta: carabinieri di pattuglia la controllano tutta la notte

Stefano Taglione
Da sinistra Michele e Giacomo Satta nella loro azienda agricola
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Da sinistra Michele e Giacomo Satta nella loro azienda agricola

Castagneto: due militari di Donoratico si sono accorti della luce accesa alle 2 e il proprietario non rispondeva al telefono. Lasciate pure le chiavi in un'auto aziendale

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CASTAGNETO. Si sono accorti che qualcosa non andava quando hanno notato una luce accesa nella Cantina Satta, alle 2.10 della notte fra martedì 28 e mercoledì 29 gennaio. Un orario insolito, che faceva presagire al peggio, anche perché la porta non era chiusa a chiave E fuori, a pochi metri di distanza, un’auto aziendale aveva le chiavi inserite nel quadro e poteva facilmente essere rubata. Notte di controlli serrati da parte dei carabinieri della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, che con i militari di pattuglia della stazione di Donoratico hanno effettuato passaggi continui fuori dall’azienda agricola di Michele Satta, evitando ogni possibile furto da parte dei potenziali malintenzionati.

Il luogotenente della caserma, contattando telefonicamente l’imprenditore, non è però riuscito a mettersi in contatto lui, visto che stava dormendo. È quanto conferma il figlio, Giacomo Satta. Solo all’alba, verso le 6.30, dopo avergli lasciato un messaggio in segreteria, il responsabile della cantina è venuto a conoscenza dell’ingresso rimasto aperto. Nel frattempo gli uomini dell’Arma aveva continuato a tenere d’occhio l’azienda, senza tralasciare il resto del territorio.

«Sono rimasto piacevolmente colpito e ringrazio tantissimo i carabinieri – commenta il figlio Giacomo – e l’azione dei militari è molto importante: noi siamo solo una delle tante aziende della zona industriale, dove c’è una torrefazione, una concessionaria di auto, rivendite di macchine agricole e molti magazzini. Un’area produttiva importante, giusto che venga sorvegliata. Un plauso agli uomini dell’Arma perché non pensavo che in Italia ci fosse questa attenzione, sono storie belle».

Satta non sa spiegarsi come mai la porta sia rimasta aperta: l’azienda, infatti, sta cercando di capirlo. Probabile una dimenticanza da parte di un dipendente. Sicuramente dai locali non è sparito nulla, visto che gli stessi carabinieri nella notte avevano già effettuato un controllo esterno, verificando la situazione. «Potevano provocare danni molto grossi – conclude Satta – per fortuna ci hanno salvato i carabinieri».
 

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di Redazione web