Il Tirreno

cura del territorio

Negozi, ditte e associazioni adottano rotatorie e parchi: «Un piccolo segno di civiltà»

Anna Cecchini
In alto, da sinistra, i volontari del gruppo Pang'ono Pang'ono in piazza Vukich, Valerio Dottori in via dei Cavalleggeri, Francesco Inghilleri sul lungomare Monte alla Rena.
In basso, da sinistra, Valentina Taffi in via Berti Mantellassi, Antonio Bartoletti alle Morelline, i volontari di "Sei di Marittimo se" sulla terrazza di Marittimo
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In alto, da sinistra, i volontari del gruppo Pang'ono Pang'ono in piazza Vukich, Valerio Dottori in via dei Cavalleggeri, Francesco Inghilleri sul lungomare Monte alla Rena. In basso, da sinistra, Valentina Taffi in via Berti Mantellassi, Antonio Bartoletti alle Morelline, i volontari di "Sei di Marittimo se" sulla terrazza di Marittimo

Sono già diciassette le realtà che si prendono cura di altrettante aree pubbliche In cambio il Comune permette loro di sistemare cartelli pubblicitari 

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ROSIGNANO. Tagliare l’erba, piantumare arbusti e provvedere a farli potare, sistemare fiori stagionali e gestirne l’innaffiatura. O, nel caso si tratti di zone asfaltate, occuparsi della riqualificazione funzionale ed estetica. Insomma, prendersi cura di un’area pubblica, sia essa una rotatoria, un’aiuola o anche un parcheggio. In cambio c’è la possibilità di installare in queste zone cartelli che pubblicizzino la propria attività. Oltre che - sensazione per niente trascurabile - avere la consapevolezza di occuparsi di un bene comune, tenendolo pulito come faremmo se fosse di nostra proprietà. Una opportunità quella di “adottare” aree pubbliche che sull’intero territorio è già stata colta da diciassette realtà, che hanno appunto deciso di accollarsi la cura di aiuole e aree verdi. Tra gli affidatari ci sono imprese edili, agenzie immobiliari, stabilimenti balneari, ma anche negozi di abbigliamento, associazioni e gruppi di volontariato. Insomma la volontà di partecipare alla cura di un bene della comunità sembra aver fatto breccia. Lo confermano gli stessi affidatari.

Se il comitato “Sei di Marittimo se” ha da tempo adottato la terrazza panoramica su via Gramsci a Rosignano Marittimo, i volontari di Pang’ono Pang’ono si prendono cura di piazza Vukich a lato della chiesa di Santa Croce a Rosignano Solvay. «Ci occupiamo - spiega Marco Baggiani di Pang’ono - di sistemare il verde, potare gli alberi. E lì è stata installata una fonte di acqua pubblica di qualità. Quest’anno rinnoveremo l’arredamento». Ugualmente Elena Nocchi del comitato di Rosignano Marittimo, ricorda come «siamo stati i primi a decidere di curare piante e arredi della terrazza panoramica. È un legame con il territorio». Lo conferma anche Valerio Dottori, titolare dello stabilimento balneare e ristorante Due Mosse che alla Mazzanta ha adottato l’area verde tra via Cavalleggeri e la riserva biogenetica: «Era una zona sterrata e poco praticabile, così l’abbiamo sistemata con la ghiaia e abbiamo messo delle palme. È anche un modo per dare un segnale di cura per il territorio». Ugualmente Valentina Taffi, titolare del negozio La Boutique dei bambini a Castiglioncello che si prende cura della rotatoria in via Berti Mantellassi, dietro la Coop a Rosignano Solvay, che spiega come «non è solo una occasione per poter sistemare un cartello pubblicitario, ma anche un messaggio che invita i cittadini alla civiltà».

Dello stesso parere anche Francesco Inghilleri, titolare della Baracchina sul lungomare Monte alla Rena a Rosignano Solvay, che ha deciso di curare il giardino pubblico con giochi per bambini che si affaccia sul mare (davanti al palazzo Silt). «L’ho adottato a mio nome - dice - ma ce ne occuperemo anche con il titolare del Tientibene e del negozio Gianni tattoo, anche loro attivi sul lungomare. Potremmo anche organizzare eventi di comunità». Infine qualche titolare di attività ha pensato di prendersi la briga di riqualificare un’area di sosta. È il caso dell’autoscuola Go! di Rosignano Solvay, che sta mettendo a punto l’adozione dell’area di sosta su via dell’Industria, alle Morelline. «Stiamo portando avanti il percorso - dice Antonio Bartoletti, titolare di Go! - per definire l’adozione dell’area di sosta. Provvederò a sistemarla, realizzando anche un percorso per le moto».
Pubblichiamo le foto di sei delle diciassette realtà che hanno deciso di “adottare” spazi pubblici. Nei prossimi giorni riporteremo anche foto e nominativi degli altri soggetti che hanno adottato aree pubbliche.
 

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