Sicurezza
Spara un pallino d’acciaio e uccide la gatta, scatta la denuncia della padrona: «Si scopra chi è stato»
Un foro d’ingresso sulla schiena e gli organi interni del felino compromessi. La padrona: «È giusto cercare chiarezza»
ROSIGNANO. Aveva gli occhi grandi. Il pelo era liscio e tigrato. Il suo nome era Piccina, ma tutti erano abituati a chiamarla “Picci”. È sempre stata una bella gatta in salute, ma un paio di settimane fa la sua padrona Bianca ha cominciato a capire che qualcosa in lei non andava. Soffriva e si vedeva. Poi il respiro ha cominciato a farsi sempre più affannoso. Da lì la corsa dal veterinario, le lastre, l’operazione chirurgica e l’amara scoperta: «aveva il diaframma rotto e il fegato devastato», racconta Bianca, pensionata di Rosignano Solvay. Poi è spuntato un pallino d’acciaio e la padrona di Picci ha fatto due più due.
«È evidente che qualcuno le ha sparato - sottolinea - probabilmente utilizzando una pistola ad aria compressa, o una carabinina o qualcosa del genere». E, sparandole, l’ha uccisa. Perché a nulla sono servite le cure del veterinario: Picci è morta sabato 25 gennaio, dopo almeno due settimane di sofferenza. Bianca ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti e i carabinieri della compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, portano avanti le indagini per far luce su quanto è successo.
Un pallino d’acciaio
Quello che ha ucciso Picci non è un normale pallino di plastica. Non per niente Bianca lo definisce «proiettile». Più che un pallino pare un proiettile. È d’acciaio, nero e appuntito: in grado di perforare irrimediabilmente il diaframma e il fegato della gatta. Circa due settimane fa Bianca ha notato che sulla schiena dell’animale c’erano alcuni segni strani. «Si vedeva che qualcosa le dava fastidio - racconta - perché si leccava in continuazione».
Ma di certo la padrona non poteva immaginare che quella piccola ferita fosse il foro d’ingresso di «un proiettile» privo di foro d’uscita.
Organi perforati
Poi la situazione è degenerata. Il diaframma danneggiato impediva alla gatta di respirare bene. E si vedeva. Per questo Bianca l’ha accompagnata dal veterinario.
«Le hanno fatto le lastre e hanno visto che cosa c’era che non andava. A quel punto hanno tentato l’operazione». Ma l’intervento non è riuscito ad evitare il peggio: lo stato di salute della gatta era ormai compromesso in maniera irrimediabile. Picci è morta. «Credo che non le abbia retto il cuore - racconta la padrona - e anche il fegato era compromesso».
Indagini in corso
L’amarezza di Bianca è tanta. Non solo perché ha perso la sua gatta. Ma anche perché qualcuno l’ha colpita a morte. Se in maniera volontaria o meno saranno le indagini a dirlo. Certo è che c’è un pallino. E da qualche parte deve essere arrivato. «Non è possibile che l’abbia ingerito involontariamente - aggiunge Bianca - Il veterinario ha confermato che quello sulla schiena era proprio il foro d’ingresso di un proiettile». Bianca ha seppellito la sua gatta ed è andata dai carabinieri, per sporgere denuncia contro ignoti. «Non è mia intenzione accusare qualcuno - dice - ma è giusto che si sappia quanto è successo. Ed è giusto che si cerchi di far chiarezza». Picci abitava nella casa di Bianca, a Rosignano Solvay, in zona porticciolo. Occhi svegli e carattere allegro, la chiamavano anche “la gatta del matrimonio” perché nelle foto di nozze della famiglia compariva spesso. Ed era sempre lì, amata inquilina di mobili, tappeti e divani.
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