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Dopo 5 mesi da randagia la gatta Peggy torna a casa

Divina Vitale
Dopo 5 mesi da randagia la gatta Peggy torna a casa

La micia è stata persa durante una vacanza. Ha vissuto nel bosco poi un uomo l’ha trovata ed è risalito ai suoi padroni

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CASTAGNETO CARDUCCI. Peggy è una gatta speciale. Di razza, è sopravvissuta per 5 mesi in randagismo per la macchia castagnetana prima di tornare a casa a Milano. . Era stata persa durante la vacanza in campeggio di fine agosto, a Castagneto Carducci. Per fortuna, però, grazie all’aiuto del paese e in particolare di Tiziano Carosi è tornata dal suo proprietario.

Sul gruppo facebook “Animali persi e ritrovati Cecina e dintorni”, Carosi aveva segnalato il ritrovamento dell’animale, avvisando di avergli offerto un riparo. «Era circa l’ora di cena – spiega Carosi – quando dalla finestra ho visto apparire questa bella gattona. All’inizio ho pensato che fosse la mamma di alcuni gattini che ogni giorno ci vengono a trovare e a cui diamo cibo e latte. Col passare dei giorni ci siamo accorti che era un po’ strana, e io e mia moglie abbiamo deciso di fare l’annuncio sui social. Nel giro di mezza giornata, grazie a Facebook, abbiamo trovato il padrone, che la stava cercando da questa estate. Era una gatta di razza (Maine Coon) che era stata smarrita ad agosto al campeggio Le Pianacce, distante circa un chilometro dalla nostra abitazione. La gatta è molto riservata e casalinga ma lo stesso è riuscita a sopravvivere 5 mesi come una gatta randagia. L’ho accolta in casa, l’ho portata dal veterinario in attesa che il padrone venisse a prenderla. Per fortuna Peggy sta bene e ha ritrovato la sua famiglia. Mi sento di consigliare a chi vive situazioni analoghe di non perdere la speranza. Peggy è un esempio per tutti».

La Maine Coon è una delle più antiche razze naturali, il nome deriva dal Maine, lo Stato in cui veniva avvistato, e da Raccoon, procione in inglese, per via della sua coda molto simile a quella di un procione. In molti, nei secoli, hanno voluto dare uno spirito reale a questo tipo di gatto, facendolo addirittura discendere dai sei gatti d’Angora che regina Maria Antonietta aveva durante la Rivoluzione Francese.
 

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