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Dai bagni “Etruria” all'accademia di Londra. E ora gira un film a Castiglioncello

Alessandra Bernardeschi
Dai bagni “Etruria” all'accademia di Londra. E ora gira un film a Castiglioncello

Paolo Donati ha 24 anni: figlio dei proprietari dello stabilimento balneare, ha studiato cinema alla City Academy: una passione che diventa professione con un omaggio alla sua città 

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CASTIGLIONCELLO. A Castiglioncello tutti lo hanno visto crescere tra gli ombrelloni e le spiagge dei bagni Etruria. Lo stabilimento balneare gestito dalla famiglia Donati. Aperto, solare, gentile, Paolo Donati, 24 anni, sta vivendo un’esperienza unica a Londra. Tornerà il 2 febbraio alla sua amata Castiglioncello; stavolta non per aiutare nell’impresa di famiglia, bensì per girare un cortometraggio. Beninteso, come lui tiene a precisare, il corto non parlerà di Castiglioncello ma questo paese, in riva al mare, culla della più grande cinematografia italiana, farà da cornice a una storia che parla della perdita di motivazione nella vita e della speranza. La protagonista è una giovane donna israeliana in fuga, che decide di cambiare i suoi piani fermandosi in un onirico villaggio marittimo in Italia. Paolo sta studiando, da due anni, filmaking a Londra e da due anni scrive e compone musica. «Ho concluso i miei studi liceali e ottenuto il diploma di grafico pubblicitario presso il Marco Polo di Cecina. Poi ho deciso di partire per Londra. Sono partito senza un obiettivo ben preciso - racconta - amavo l'arte, la musica, il cinema. Nel 2019 ho iniziato a studiare cinema presso la City Academy di Londra, più recentemente ho svolto un corso intensivo di filmaking alla MetFilm School, situata presso i celebri Ealing Studios. Corso che ho concluso a metà novembre. Continuo comunque a frequentare la scuola ed a riceverne il sostegno per progetti professionali».

Poco più di vent’anni, solo e a Londra; una città che sicuramente offre molte possibilità per i giovani ma anche una metropoli non facile da vivere. «Londra- spiega Paolo Donati - è una città molto complessa. Chiunque vorrà farci un'esperienza dovrà sapere quale sia il suo obiettivo, in tal caso è un posto che offre occasioni d'oro, impensabili per molte altre città europee. I ritmi sono intensi e forzati e i sacrifici molti. Una persona determinata però, attraverso anche momenti di sconforto, potrà trovare la sua strada. È una "terra di mezzo", un posto dove non vorrò vivere tutta la mia vita, un "parco giochi" per farsi le ossa e trovare l'occasione per farsi valere che può però trasformarsi anche in un "tritacarne" spietato al minimo segno di cedimento». La parte più dura «è stata senza dubbio affrontare la solitudine mentre sei circondato da milioni di persone». Da dove arriva questo amore per il cinema? «Ho sempre amato ascoltare e raccontare storie. Ricordo interrompere mio babbo mentre mi raccontava una favola per fargli notare un’inesattezza. Lui iniziava a raccontarmi la storia ripartendo dal principio. Il cinema Castiglioncello ha sicuramente segnato la mia infanzia e adolescenza; un posto dove ho passato tante serate a perdermi nelle storie più varie. Una passione che è andata avanti fino a farmi desiderare di apprenderne l'arte. Spero che questo paesino possa presto vantare un nuovo cinema».

Solitudine, progetti ma anche sostegno da parte della scuola, dei professori e degli amici che si scoprono strada facendo. «Ho ricoperto il ruolo di produttore per il progetto finale del corso alla MetFilm School; Anthony Alleyne, tutor del corso, mi ha guidato e spinto, facendomi da mentore, dandomi obiettivi e breve termine. Non si torna indietro adesso, sei un filmaker, mi disse, e così, insieme a due miei compagni di classe, nonché i principali complici di questa avventura, Cole Christie (regista statunitense) e Rachel Patterson (produttrice inglese), ho deciso di scrivere e produrre il mio primo cortometraggio "NoWayBack" con la mia nuova compagnia di produzione "My Rred World Prodcutions”. Tra gli incontri anche quello con un uomo “un po’ birbante" - come lo definisce Paolo Donati - che ho conosciuto a Londra, al quale devo dire grazie: è Sir Ian McKellen, un inaspettato amico al quale voglio bene e devo molta della mia determinazione e passione». Ian McKellen, conosciuto al grande pubblico, per aver rivestito il ruolo di Gandalf nella trilogia del “Signore degli anelli”. Un’amicizia non comune per un giovane.

Adesso Paolo Donati tornerà a Castiglioncello ed inizierà a girare domenica 2 febbraio. Non è un film in inglese. «Non sopporto che la lingua inglese sia diventata l'unico mezzo linguistico per esprimersi e comunicare con il resto del mondo. Amo l'Europa e le sue diversità; le poche battute presenti sono nelle lingue originali degli attori (inglese, russo, italiano, ebreo, francese). I tre ragazzi comunicheranno con segni, gesti, suoni e, malgrado tutto, si capiranno. Anche il pubblico, se vorrà, capirà e apprezzerà». Castiglioncello è casa. «Conosco ogni sua via e ogni sua caletta, il suo fondale e i suoi luoghi più suggestivi. Un posto con un potenziale enorme, una meta turistica che può offrire molto. Una località che ha bisogno di imprenditori turistici capaci di rischiare ed investire nell'avanguardia, nell'intrattenimento di qualità e nella cultura. Non credo però che sia ben chiaro purtroppo: il letto di allori dove molti si adagiano richiama un tempo "sorpassato" che, seppur mai svanito, non basta a sostenere un'intera economia basta sul turismo». Le riprese termineranno venerdì 7 febbraio. Poi il cortometraggio prenderà la sua via e verrà proiettato all’interno di Festival del cinema e di corti. Anche Paolo Donati proseguirà la sua strada.
 

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