Il Tirreno

l’opinione dei commercianti  

«Il metodo è giusto ma devono esserci adeguati controlli»

C.G.

Molti ambulanti apprezzano il tipo di raccolta introdotto ieri «Basta che tutti differenzino» Ma c’è anche chi è perplesso «Non c’è abbastanza tempo»

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cecina. Per i più non è una novità, perché hanno già sperimentato la raccolta “banco a banco” dei rifiuti nei mercati di cui si occupano nelle altre città.

E l’idea, nell’insieme, piace a molti. Nonostante questo qualche perplessità c’è. O meglio, c’è un auspicio. «Io ho sempre differenziato, anche a casa - dice Andrea Valtaresi - però nel contesto del mercato è giusto che tutti si adeguino. Voglio dire, devono esserci controlli. Perché o facciamo tutti questa raccolta o non la fa nessuno». Pienamente d’accordo è Paolo Valdisalici: «L’idea secondo me è buona, però devono esserci gli adeguati controlli». Detto ciò, che cosa cambia per un ambulante con l’introduzione di questo tipo di raccolta? «Prima gettavamo gran parte dei rifiuti in un unico sacco, che poi lasciavamo a bordo strada - dice Bruno Ceccarelli - così dobbiamo obbligatoriamente differenziare. Per il resto le buste vengono lasciate sempre a bordo strada».

«Di solito avevamo un solo sacco in cui buttavamo tutto - spiega Silva Orlandi - adesso ne abbiamo diversi. Io credo che sia un’iniziativa positiva. Sono d’accordo, basta che tutti agiscano correttamente e che ci siano i giusti controlli». D’accordo sono anche Alessandro Tommasini, secondo cui «è un bel servizio» e Stefano Valdisalici, per i quali «è un’idea ok».

Per molti ambulanti l’avvio della sperimentazione è stata una sorpresa. «Stamani (ieri ndr) - sottolinea Francesco Saladino - ci hanno dato i sacchi e hanno detto che da oggi, per tre giorni di mercato, sarebbe cambiata la modalità di raccolta».

C’è chi ha appeso i sacchi gialli ai furgoni per poterli usare meglio e chi li ha lasciati a terra. C’è chi ha rotto gli scatoloni per metterli nelle buste e chi li ha poggiati, interi, sul marciapiede.

Gli ambulanti che vendono abiti o oggettistica producono soprattutto rifiuti in carta o multimateriale. Poi ci sono i banchi alimentari.

«Hanno sistemato dei bidoncini sulla strada - dicono sia Dalida Persichini che Felice Pignatiello- di solito lasciavamo gli scarti sul marciapiede, all’interno di una cassetta». Di bidoncini ce ne sono parecchi ai bordi delle strade.

«Secondo me è un’ottima idea - racconta Mirco Masetti - un tempo lasciavo gli scarti del pesce in un sacco sul marciapiede. Poi mi sono accorto che i sacchi venivano aperti e ho deciso di portare i rifiuti via una volta smontati i banchi. Se adesso ci sono i bidoncini e la Rea porta via l’organico non può farmi altro che piacere».

L’idea è promossa anche da Davide Quaratesi: «La raccolta va bene, io d’altra parte ci sono abituato perché nei mercati di altre città è già prevista».

Se molti ambulanti sono d’accordo con la raccolta dei rifiuti “banco a banco”, purché corredata dai necessari controlli, c’è anche chi ha più di una perplessità. Sabrina Poli, ad esempio, crede che «debbano essere messi dei bidoni in un punto evidente anche per i clienti - dice - Provare comunque non costa nulla. Però ho una perplessità: noi lavoriamo qui per poche ore, tante volte l’attività è intensa ed è facile che nella confusione si sbagli a differenziare».

Anche Valerio Pasquini e Cristina Silvestri hanno posizioni simili. «Secondo noi - dicono - quando il lavoro è intenso non abbiamo tempo per fare tutto correttamente».

Tra chi è contento del metodo sperimentato ieri e chi ne prende semplicemente atto, tra chi non è d’accordo e chi è quanto meno dubbioso, ci sono coloro che non hanno un’opinione particolare. Soprattutto perché non hanno ricevuto il kit di Rea.

«Io non ce l’ho - dice Alessandro Bernardeschi - probabilmente perché ho montato il banco più tardi rispetto agli altri».

Ma non è l’unico, perché anche Alessandro Rossi non ha ricevuto i sacchi per la differenziata: «Non ho idea del perché - commenta - ai colleghi qui accanto li hanno dati». —

C.G.

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