Toscana
I giovani surfisti di Rosignano liberano le spiagge dai rifiuti abbandonati
Hanno creato l’organizzazione Clean up: «Chi vuol vivere un mare pulito deve prendersene cura»
ROSIGNANO. «Tra surf, barca a vela e pesca noi viviamo sempre in mare. E ci siamo detti che se vogliamo continuare a viverlo è giusto che ce ne prendiamo cura». Questa la riflessione che ha portato quattro ragazzi della zona a creare, nei giorni scorsi, l’associazione Clean up Rosignano. Un logo semplice ma efficace: fondo blu come il mare, con sopra, in bianco, la stilizzazione di una torre Hamon dello stabilimento Solvay, all’interno del quale campeggia il simbolo del riciclo dei rifiuti. Una pagina Facebook e un account Instagram ed il gioco è fatto. In sette giorni hanno già circa 500 “seguaci”, alcuni dei quali hanno preso parte al primo appuntamento di pulizia della costa tra il porto Cala de’ Medici e la baia di Caletta.. Loro sono Michele Rinaldi, Alessio Adorisio, Simnone Martini e Vittorio Bobbio: quattro ragazzi della zona che hanno un sogno comune. Quello di vivere il più possibile a contatto con la natura. Che però vedono sempre più contaminata dai rifiuti. «Già l’estate scorsa - raccontano - quando rientravamo da fare surf, a Caletta o nella baia del Quercetano, abbiamo notato che sulla spiaggia vengono lasciati rifiuti di ogni tipo. Li prendevamo e li gettavamo nei cassonetti, differenziandoli». Poi la svolta, con la decisione di condividere questa loro apprensione per lo stato di salute degli arenili.
A Vittorio è venuto in mente di creare un appuntamento settimanale per insegnare alle persone come mantenere pulite le spiagge. Così Alessio, che è ingegnere ed è veloce come web design, ha ideato il logo. E i quattro amici hanno lanciato il primo appuntamento di pulizia tramite i social. «È stato un successo che non ci aspettavamo - dicono - Sono arrivate oltre trenta persone, tra cui anche bambini. La maggior parte erano del territorio di Rosignano, ma c’era anche qualcuno venuto con la Hevy water academy che è una scuola di surf di Marina di Castagneto con cui collaboriamo». Il gruppo ha fornito i sacchi perla raccolta, mentre i partecipanti hanno portato guanti resistenti. E così in una mattina di lavoro, documenta dagli scatti di Emma Pirastru che è la fotografa ufficiale di questo gruppo di surfisti, i surfisti-ambientalisti hanno raccolto dieci sacchi condominiali di rifiuti di ogni tipo. «Tante bottiglie di plastica - spiegano -, brik, lattine e bottiglie di birra, anche un neon e siringhe». Poi i rifiuti sono stati depositati nei cassonetti appositi, «rispettando la differenziata», sottolineano i ragazzi.
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