Il Tirreno

viaggio nei rioni

Commercianti e residenti: «Eventi, viabilità e porta a porta gli aspetti da rivedere»

Claudia Guarino
Dalla foto in alto a sinistra, in senso orario: Francesco Pesaresi, Alessia Sandroni, Cinzia Simoncini, Graziella Cacci e Paolo Barreca, Mariastella Mangiantini, Paolo Francesconi, David Lombardi, Luca Errico, Massimo Simoncini, Graziella Santarelli, Stefano Cubeddu e Elena Modesti
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Dalla foto in alto a sinistra, in senso orario: Francesco Pesaresi, Alessia Sandroni, Cinzia Simoncini, Graziella Cacci e Paolo Barreca, Mariastella Mangiantini, Paolo Francesconi, David Lombardi, Luca Errico, Massimo Simoncini, Graziella Santarelli, Stefano Cubeddu e Elena Modesti

Secondo chi vive nella piccola frazione alle porte di Cecina mancano iniziative e districarsi tra le vie è difficile. Ma Palazzi è considerato un posto a misura d'uomo 

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CECINA. Le nubi in cielo e una pioggia leggera colorano la tela di una fresca mattinata di gennaio. Tutto è al suo posto. La piazza, il campetto, la chiesa e, poco più in là, la zona artigianale, con i cantieri per il nuovo centro commerciale. Le strade, pennellate decise verso un centro ideale, confluiscono in un unico punto: quell’incrocio che poco piace agli abitanti. Perché, dicono, è un imbuto a una sola direzione. Fulcro di una rete di vie in cui districarsi è difficile. San Pietro in Palazzi è una piccola frazione. Tutti, più o meno, si conoscono e si salutano chiamandosi per nome. Il Tirreno ha passeggiato per il rione, parlando con i residenti e con i commercianti, per capire che cosa piace e che cosa non piace. Viabilità, parcheggi, scarsità di eventi e organizzazione della raccolta porta a porta dei rifiuti: ecco quelle che sono descritte come criticità. «Abbiamo una piazza grande, ma non ci viene organizzato quasi mai niente - racconta Francesco Pesaresi, che lavora nella pizzeria bar 2000, in piazza dei Mille - purtroppo gli eventi sono concentrati su Cecina e su Marina e questo dispiace. Credo che bisognerebbe creare qualcosa di più anche a Palazzi». Francesco indica anche le strisce pedonali ormai sbiadite. Dall’altra parte della piazza c’è Mariastella Mangiantini, che porta a spasso il suo cane.

«Mi chiede se mi piace Palazzi? - dice - Certo, è un buon posto per vivere. Forse però dovrebbe essere rivista la viabilità, perché i sensi di alcune strade sono scomodi e c’è chi imbocca vie contromano per fare prima». Anche Graziella Santarelli, bar Iceberg, ha un’opinione simile. «Una volta imboccata la rotatoria - racconta - per poter tornare indietro è necessario fare un giro lunghissimo». Altro aspetto caro ai commercianti è il parcheggio. «Un lato della strada sarebbe a disco orario - sottolinea Stefano Cubeddu, che ha una tabaccheria sull’Aurelia - Ma c’è chi lascia la macchina per tutto il giorno. Oltre alla mancanza di senso civico c’è anche l’assenza di controlli». D’accordo sono anche Graziella Cacci e Paolo Barreca, bar Girasole. Secondo loro poi «la raccolta porta a porta dei rifiuti non funziona bene. A volte il ritiro tarda e tutti quei sacchi in giro non sono un bel vedere». «Servirebbero dei cassonetti - afferma David Lombardi, barbiere - e forse una maggior cura del verde». «Con qualche albero in più Palazzi sarebbe più bella - concorda Massimo Simoncini». Per Cinzia Simoncini invece «un po’ di luce in più non guasterebbe». Le esigenze espresse, insomma, sono le più varie. Poi ci sono le imprese della zona artigianale che, insieme a Cna, hanno assunto una società di vigilanza privata per garantire una maggiore sicurezza. Una piccola frazione di Cecina dall’identità definita. Un piccolo paese dal cuore pulsante che cresce intorno alla sua chiesa, chiedendo attenzione: benvenuti a San Pietro in Palazzi.

I punti forti di Palazzi: tranquillità e luogo a misura d'uomo
Ogni lembo di mondo ha pregi e difetti. Aspetti percepiti come punti di forza e lati considerati più deboli. Se molti residenti e commercianti ritengono che la viabilità sia da rivedere e che anche la raccolta porta a porta dei rifiuti tutto sommato non funzioni proprio ottimamente, credono anche che San Pietro in Palazzi abbia degli aspetti molto positivi. Elena Modesti del negozio Liliana ad esempio ritiene che «sia un paese a dimensione d'uomo», in cui si vive bene. In effetti passeggiando per le vie della frazione e percorrendo la piazza è l'assenza di frenesia a colpire. Per lo meno vivendo il paese appena per una mattinata d'inverno. Anche secondo Paolo Francesconi San Pietro in Palazzi è un bel posto.

«È una zona molto tranquilla e a me quest'aspetto piace molto». La vita comune paesana è concentrata tutta intorno alla piazza, dove c'è anche la sede della Misericordia e quella della Fondazione Cardinale Maffi, e nelle strade circostanti. Poi ci sono le scuole e la zona artigianale. E la tranquillità è ciò che molti palazzetani amano maggiormente del loro paese. Purché questa tranquillità non si traduca in assenza di iniziative o eventi. C'è infatti chi pensa che il municipio dovrebbe dedicare una parte più cospicua del suo calendario di iniziative proprio a San Pietro in Palazzi.Anche tra i commercianti c'è chi apprezza la tranquillità di Palazzi. Alessia Sandroni lavora come panettiera, abita in un Comune vicino e adora la pacatezza di questa frazione.Luca Errico invece ha una bancarella d frutta e verdura al mercato paesano. Anche lui crede che a Palazzi si stia bene. Pro e contro, dunque, per una piccola frazione che dista da Cecina lo spazio di un ponte sul fiume.

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