Gioco
Tra case e aziende quasi cinquanta i beni confiscati alla mafia
Incontro in Regione tra i sindaci della provincia di Livorno e l’agenzia che amministra il patrimonio sequestrato
ROSIGNANO. Sono stati invitati anche i sindaci di Rosignano, di Piombino e di Livorno all’incontro che si svolgerà domani in Regione sui beni confiscati alle mafie in Toscana. Perché anche nel territorio provinciale ci sono una cinquantina di beni, appartamenti e aziende, che sono stati confiscati in via definitiva e addirittura già dati in gestione.Vale a dire che è partita la riconversione del patrimonio attraverso un ente pubblico oppure un’associazione.
La riunione, alla presidenza della Regione in piazza del Duomo a Firenze, è stata organizzata dall’assessore alla legalità Vittorio Bugli. Ci sarà per l’occasione il direttore dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Bruno Frattasi. Oltre ai sindaci dei territori interessati di tutta la regione ci saranno anche la presidente del tribunale di Firenze Marilena Rizzo, la presidente della corte di appello di Firenze Margherita Cassano e i sindacati.
«I beni confiscati alla criminalità organizzata in Toscana sono numerosi - spiega l’assessore regionale alla legalità Vittorio Bugli - e la Regione chiede un’accelerazione nelle procedure per arrivare alla destinazione definitiva che negli ultimi anni si sono comunque un po’ sveltite».
Ecco i numeri nel dettaglio: in provincia di Livorno ci sono 41 immobili confiscati definitivamente e 6 aziende (tra cui un albergo e imprese di servizi). Nel dettaglio l’agenzia nazionale ha in gestione un appartamento in condominio (che è stato già anche destinato ad altro uso) e un fabbricato industriale a Rosignano. Come attività sempre in gestione ce ne sono due a Rosignano (tra cui una società immobiliare) e una società di costruzione con sede a Livorno.
Come aziende, invece, destinate dall’agenzia ad altro uso ce ne sono due a Livorno, una situata in centro e una in un quartiere periferico, e due a Rosignano in una zona industriale.Tra le confische ancora non definitive si annovera anche quella che riguarda un terreno a Rosignano. Un’incidenza importante quella che si rileva sulla costa se si considera che sono 135, in tutta la Toscana, gli immobili che hanno già una destinazione diversa da quella originaria e undici sono le aziende. Gestiti dall’agenzia nazionale sono 43 aziende e 383 immobili, tra cui si registrano una sessantina di appartamenti, ventisei case indipendenti, dieci ville, otto alberghi e pensioni, tredici fabbricati industriali e poi negozi, botteghe, stalle, fabbricati rurali ed edifici dagli usi che sono stati i più vari.
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