Il dolore
La protesta dei residenti: «Troppi incidenti mortali e la rotatoria è un miraggio»
Abitanti contro la Provincia per la mancata messa in sicurezza dell’incrocio: «Una struttura indispensabile tra via della Torre e lo stradone Belvedere»
VADA. Uniti e arrabbiati per chiedere che la rotatoria all’incrocio tra via della Torre e lo stradone Belvedere venga realizzata una volta per tutte. Sono i vadesi, alcuni dei quali abitano proprio lungo quella sp 13 che collega il centro di Vada con la via Emilia e con l’accesso all’autostrada Tirrenica. Un rettilineo che tanti cittadini chiamano “lo stradone della morte”, perché proprio qui, all’intersezione con via Belvedere, negli ultimi anni sono successi molti incidenti, molti dei quali mortali.. Così cinque anni fa i cittadini hanno raccolto oltre 400 firme per chiedere la realizzazione di una rotatoria che mettesse in sicurezza l’incrocio. «Ma nonostante le promesse - dicono in gruppo -, i sopralluoghi della Provincia, la sistemazione dei picchetti per espropriare i terreni e la gara per individuare la ditta che dovrebbe fare il lavoro, la rotatoria resta un miraggio». Una speranza a cui i cittadini non hanno intenzione di rinunciare, perché sono stanchi di assistere a incidenti e di avere paura anche soltanto a percorrere via della Torre con i loro mezzi agricoli. È il caso di Roberto Signorini, che abita al civico 7 della Sp 13 (in direzione Vada), che racconta come «quando sono sul trattore e svolto a sinistra su via Belvedere capita spesso che proprio all’incrocio le auto mi sorpassino a tutta velocità. Ho perso il conto degli incidenti che sono riuscito a evitare».
«Negli ultimi anni - taglia corto Claudio Ficcanterri - ci sono stati nove morti a questo incrocio, mi sembra davvero un bilancio tragico». Dello stesso parere anche Alfeo Ferrini che punta il dito sulla disorganizzazione dell’ente provinciale, che già nel 2018 aveva annunciato la realizzazione della rotatoria, per la quale la spesa prevista era di circa 200mila euro. «Nel 2019 - dice Ferrini - i tecnici della Provincia mi hanno portato il conteggio per l’esproprio, che ammonta a 60 euro di questo io al doppio se non c’è contestazione. Ho chiesto loro se sapevano che analoga proposta di esproprio mi era stata fatta nell’aprile del 2009. Loro non ne sapevano nulla e dopo da me non sono più venuti. Questo per dire che questa rotatoria è passata nel dimenticatoio». Una ipotesi inaccettabile per i vadesi. «Ma lo sa che non possiamo neanche attraversare la strada - dice Giuliana Manzi, che abita al civico 18 a duecento metri dall’incrocio incriminato - da quanto sfrecciano le automobili?».
Eppure, come fa notare anche Alvaro Tei, «Lo scorso anno dalla Provincia sono venuti per mostrare il progetto della rotatoria e per mettere i picchetti di delimitazione degli espropri, ma da allora tutto tace. È inaccettabile». «Qui la situazione è troppo rischiosa - insiste Luca Perugi, anche lui residente a poche centinaia di metri dall’incrocio tra via della Torre e lo stradne Belvedere - , qui ogni giorno c’è il rischio concreto di un incidente grave». Una strada molto frequentata via della Torre, anche dai turisti in arrivo a Vada in estate. «Negli anni - dice Giovanni Iuliano - ho assistito a troppi incidenti, questo incrocio e la strada sono pericolosissimi». «Io ho deciso di restare a vivere qui- dice Loriana Manzi - perché sapevo che avrebbero fatto la rotatoria, altrimenti me ne sarei andata in centro perché qui è troppo pericoloso. Poi della messa in sicurezza non si è saputo nulla».
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