Italia
Dalla passione per il nuoto alla nascita del salvataggio
Andrea Cecconi racconta con orgoglio un amore che dura da cinquant’anni. «Da un gruppo di volontari l’idea del piano collettivo di salvamento»
CECINA. Di base un enorme amore per il mare. Poi la volontà di trasmettere agli altri la sua passione più grande. E, adesso, l’orgoglio di raccontare a tutti come è nato ciò che conosciamo col nome di “Piano collettivo di salvataggio”. «Tutto ha avuto inizio parecchi anni fa a Marina di Cecina, grazie a un gruppo di amici amanti del nuoto». Le parole sono di Andrea Cecconi: cecinese, ristoratore e maestro di salvamento. Ha da poco festeggiato 70 anni e la sua è una storia fatta di passione e mestiere.
«Per un certo periodo di tempo ho avuto in gestione un ristorante a Marina di Cecina – racconta Cecconi – poi l’ho ceduto, ma la mia vera passione è sempre stata il mare». Ed ecco che spiega come ha disegnato i contorni di quello che oggi si chiama Piano collettivo di salvamento. «Correva l’anno 1969. All’epoca partecipavo alla gare organizzate dalla scuola nautica della guardia di finanza. Un giorno ci chiesero chi di noi sapeva nuotare bene: cercavano atleti da inserire in squadra. Fui scelto e cominciai ad allenarmi».
Poi il congedo e il ritorno a Cecina. Con una pazzesca voglia di nuotare. «Iniziai a frequentare la piscina del Malandrone e presi il brevetto di istruttore nelle arti marinaresche per il salvataggio. In quel momento capii di poter rendere reale ciò che da tanto avevo in mente: mettere insieme un gruppo di volontari per garantire la sicurezza dei bagnanti che frequentavano le spiagge libere». Così il progetto inizia a prendere forma. «Cercai dei volontari e insegnai loro il mestiere – racconta – L’estate successiva ci mettemmo a studiare per capire quali fossero i tratti di spiaggia libera più pericolosi».
E lo strumento della conoscenza è Il Tirreno. «Mi ricordo che sfogliai la cronaca delle dieci estati precedenti a quella in cui iniziammo l’attività e mi resi conto che il maggior numero di incidenti avvenivano nella zona Andalù, a sud di Marina di Cecina. Perciò decidemmo di piazzarci lì. Indossavamo maglie bianche con sopra scritto “salvataggio” a pennarello». È a quel punto che nasce il Gruppo volontari di salvataggio Cecina. «Ci spostammo anche in altri Comuni e nel 1997 arrivammo a gestire 26 postazioni tra Rosignano, Cecina, Bibbona, Castagneto e San Vincenzo. Eravamo in 75, tutti con il brevetto di assistenti bagnanti della federazione italiana nuoto. Io coordinavo gli altri».
A quel punto il progetto prende il volo e si traduce in lavoro sul campo e corsi di formazione nelle scuole. «Il mio sogno però era posizionare delle postazioni di salvataggio a intervalli regolari su tutto il litorale: cioè organizzare un vero e proprio piano collettivo di salvataggio. Tutto ciò è diventato reale nel 2005, quando 11 postazioni sono state autorizzate dalla capitaneria di porto di Livorno. E dopo Marina di Cecina è toccato anche a Donoratico, San Vincenzo, Piombino e Follonica. Adesso dirigo corsi in piscina e sono capobagnino sulla spiaggia libera di Marina di Bibbona». Dal racconto di Andrea Cecconi traspare l’orgoglio di chi ha respirato a pieni polmoni la sua più grande passione.
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