Il Tirreno

Sunia: Stato e Regioni comprino le case pignorate e le affittino

Patrizia Villa

La proposta del sindacato degli inquilini per tutelare chi non può più pagare  il mutuo è la creazione di un fondo per acquistare gli immobili messi all’asta  

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INTERVENTO

La questione delle vendite all’asta delle case pignorate a seguito di indebitamento è una piaga contro la quale non si sta facendo abbastanza. Il lavoro è sempre meno e sempre più precario, ogni giorno licenziamenti e famiglie che cadono nell’indigenza. Da tempo il Sunia provincia di Livorno sollecita interventi ma, a tutt’oggi, solo il Comune di Livorno ci risulta abbia stanziato una cifra per aiutare le famiglie che incorrono in tali situazioni.

Il supporto del Comune di Livorno interviene a pignoramento avvenuto e consiste nella concessione di una cifra per il passaggio in un’altra casa. In alcuni casi può servire, quando magari si dispone di minori entrate familiari ma si ha un lavoro, in tutti gli altri casi è ovvio che nessuno si fiderà a dare in affitto appartamenti a chi ha perduto il proprio.Secondo fonti del Ministero della giustizia nei prossimi 5 anni si porteranno a termine ben 248mila esecuzioni immobiliari. Si é parlato di un fondo salva-casa che vuole affrontare l’impatto sociale senza penalizzare i diritti legittimi dei creditori.La proposta del sen. Pesco è interessante ma resta iniziativa tra privati e associazioni no profit e non ha il rango di legge.

Da accertamenti da noi svolti la soluzione della crisi da sovra-indebitamento può consistere oggi, anche in una ristrutturazione del debito che viene però concessa dall’Organismo di Composizione delle crisi da sovra-indebitamento, detto Occ., con sede presso la Camera di Commercio, come da legge del 27 gennaio 2012 n.3. L’autorizzazione a concedere tale ristrutturazione viene decisa dalla suddetta Occ composta da avvocati, commercialisti, esperti contabili e notai che ovviamente non tengono conto del problema sociale che rappresenta. Servono quindi interventi sociali da parte di Regioni e Comuni in rete con le realtà territoriali sia di debitori che dei creditori.Per gli affitti ci sono diverse possibilità e finanziamenti, per chi ha acquistato invece poco o niente. Si deve dare maggiore attenzione all’unica proposta attualmente in essere, il fondo salva-casa e che i Comuni della nostra provincia si debbono porre seriamente il problema altrimenti i due casi di Cecina, saliti all’attenzione, e i molti altri finiti nell’ombra, ricadranno in ogni caso sulle politiche sociali. La proposta del SUNIA fatta più volte ai tavoli comunali - ma la Regione o lo Stato sarebbero i luoghi opportuni - è quella di pensare a un fondo per acquistare le abitazioni ad un prezzo leggermente superiore a quello stabilito per l’asta, facendo un accordo ragionevole con il creditore, lasciare quindi gli immobili ai proprietari incolpevoli, che pagheranno una sorta di affitto inferiore al mutuo. Se i proprietari riusciranno a tornare solvibili può essere effettuata una ristrutturazione del debito, altrimenti potrebbe essere considerata la possibilità di fare una nuda proprietà in modo che l’immobile, quando non ci saranno più i proprietari, venga acquisito al patrimonio ERP o comunque dei comuni. Un modo per tutelare le famiglie e fare l’interesse dei cittadini.

Patrizia Villa

(segretaria Sunia Cgil

provincia di Livorno)



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