Gioco
Case all’asta dopo aver perso il lavoro, Lippi: «Aiuteremo queste due famiglie»
Il sindaco ha incontrato le due donne, promettendo un aiuto: «Lo Stato dovrebbe stare sempre dalla parte dei cittadini»
CECINA. Poche ma profonde parole raccontano il dramma tremendo di chi perde il lavoro e vede la propria esistenza cacciata alla periferia della vita. Marta e Giorgia sono due nomi di fantasia, ma la storia delle loro famiglie è vera e triste. “Il Tirreno” – a cu si sono rivolte le due donne cecinesi – l’ha raccontata nei giorni scorsi approfondendone con sensibilità e tatto i problemi che l’hanno determinata: in primis, la perdita dell’attività lavorativa dei mariti che ha determinato il crollo del reddito familiare. Una situazione che ha compromesso la vita “normale” delle famiglie, col rischio di perdere anche la casa in cui abitano. . La pagina del Tirreno, con l’appello delle due donne, ha fatto il giro d’Italia ed è stato raccolto anche dai giornalisti di Canale 5 che ieri sono arrivato a Cecina. Di buon mattino il sindaco Samuele Lippi ha ricevuto le signore in Comune, non prima di avere convocato d’urgenza la giunta per analizzare il caso e studiare una soluzione. Davanti alle telecamere di Mattino Cinque, arrivate dopo i contatti con la redazione livornese del Tirreno, le due madri di famiglia – col volto semicoperto – hanno raccolto ancora una volta le forze e ordinato i pensieri descrivendo il quadro sociale in cui, da settimane, sono costrette a vivere. La casa di Giorgia è finita all’asta, quella di Marta è già stata venduta. Il futuro è incertissimo. «A Cecina – ha detto il primo cittadino al microfono del programma Mediaset – non lasciamo nessuno in mezzo alla strada: seppure con difficoltà abbiamo sempre dato e diamo risposta alle famiglie che ne hanno bisogno, prima con gli alloggi per l’emergenza abitativa e poi, se ci sono i requisiti, con le graduatorie delle case popolari».
Le riprese sono durate pochi minuti, ma hanno offerto uno spunto per riflettere non solo a chi, ogni giorno, combatte con gravi imprevisti. Il clima, reso pesante dalla crisi, è aggravato spesso dalla ridotta capacità di molte persone di risolvere le questioni legate alla propria attività e alla mancanza di reddito mensile. Nel caso di Marta e Giorgia l’origine dei guai è la stessa: le imprese familiari e i debiti, la perdita delle proprietà e gli ostacoli infiniti per trovare un nuovo alloggio. Le due signore sono arrivate a Palazzo civico poco prima delle nove e hanno atteso che ci fosse il collegamento televisivo, non senza tradire commozione e tensione. Sono entrate a piccoli passi nella sala a piano terra rimanendo in piedi, con le spalle alla telecamera e il viso rivolto all’intervistatore. Al quale hanno risposto riassumendo in poche frasi la propria vicenda, l’una accanto all’altra, divenuta pubblica proprio i primi giorni di quest’anno. Dopo una breve pausa, l’intervento puntuale del sindaco. «Approfitto della presenza di parlamentari nello studio tv – ha proseguito durante la diretta – e della ribalta nazionale per chiedere una riflessione, necessaria, sul meccanismo delle aste: su cosa succede dal momento in cui le abitazioni ci finiscono e sui soldi che derivano dalla loro’svendita’. Inoltre: si utilizzano i soldi dei cittadini, quantità enormi di risorse pubbliche, per aiutare le banche, ma allora perché non chiedere a garanzia a quegli stessi istituti di credito aiutati dallo Stato gli appartamenti che devono andare all’asta, in modo da evitare nuovi casi di esclusione ed emarginazione sociale di famiglie che attraversano difficoltà finanziarie? Lo Stato deve essere sempre dalla parte dei cittadini». Il dramma di Marta e Giorgia si consuma tra Palazzi e Cecina, dove vivono. Dalle colonne del Tirreno” hanno lanciato un grido di aiuto, in attesa di una risposta, di una piccola certezza. E di una opportunità – come hanno detto al giornale – per ricominciare da capo, chiudendo questa tremenda parentesi della vita.
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