Il Tirreno

dal 2014 al 2017 

Raddoppiate le famiglie in stato d’emergenza abitativa

C.G.

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cecina. A vederla non si direbbe. È una realtà viva, da un forte spirito commerciale. Ma nel cono d’ombra di una città dal forte dinamismo c’è un mondo di sofferenza proiettato ai margini. Non per niente, ad esempio, a Cecina l’emergenza abitativa costa ogni anno di più.

emergenza abitativa

In concreto: nel 2014 il Comune ha destinato circa 211mila euro alle famiglie in emergenza, occupandosi di organizzare alloggi o di residence o roulotte. Per lo stesso servizio nel 2015 sono stati spesi oltre 249mila euro, nel 2016 262mila, nel 2017 328mila e nel 2018 322mila. Il Comune, che ha fornito i dati, spiega che ha utilizzato contributi, fondi regionali e soli stanziati dal bilancio. Nel 2014 le famiglie in emergenza che hanno usufruito dell’assegnazione di un alloggio da parte del Comune sono state 20 (4 in alloggi comunali e 16 in appartamenti privati dati in affitto al municipio). Nel 2017, invece, la ripartizione è stata la seguente: 51 famiglie in alloggi d’emergenza, di cui 12 in case comunali e 39 in immobili appartenenti a privati. Ricordiamo che gli alloggi destinati all’emergenza abitativa non sono le case popolari. Per quelle c’è bisogno di presentare domanda al momento dell’uscita del bando, per poi aspettare l’uscita della graduatoria.

case popolari

L’ultima graduatoria è stata pubblicata nel 2018, dopo l’emanazione del bando integrativo, e il prossimo bando uscirà in estate. Nella graduatoria del 2018 figurano 220 persone, dodici le famiglie escluse. Il Comune fa sapere che «dal 2014 al 2018 sono stati effettuati 5 provvedimenti di decadenza dall’assegnazione di alloggi Erp e tre provvedimenti di decadenza dall’assegnazione di soluzioni abitative d’emergenza. Sono stati recentemente consegnati 16 alloggi popolari a San Pietro in Palazzi, 9 alla Vallescaja e 7 alla Magona. Nel nuovo piano strutturale, inoltre, è previsto l’inserimento di altre aree da destinare all’edilizia residenziale pubblica». Spesso però c’è la sensazione che accedere ad una casa popolare sia parecchio complicato. «Inutile anche fare domanda - si sente dire di frequente - tanto non ci tocca». Il Comune, da parte sua, ha sottolineato che mette in campo tutte le soluzioni possibili.

«fate domanda»

L’invito dell’assessore Danilo Zuccherelli è quello «di presentare domanda per le case popolari e per i contributi previsti. Il Comune, da parte sua, si impegna a trovare delle soluzioni che creino meno disagio possibile. Purtroppo non abbiamo abbastanza risorse per far fronte a tutte le richieste. Facciamo quindi appello anche al mondo del volontariato per creare, insieme, una rete. I nostri uffici, comunque, sono sempre a disposizione». —

C.G.

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