Il Tirreno

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Montescudaio, il terreno contaminato da decenni e ora le bonifiche arrivano alla falda

Claudia Guarino
Uno dei capannoni nell'area commerciale di Poggio Gagliardo (foto Falorni/Silvi)
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Uno dei capannoni nell'area commerciale di Poggio Gagliardo (foto Falorni/Silvi)

Entro marzo la Regione emanerà il bando per la realizzazione del nuovo impianto, servirà a completare la depurazione del sottosuolo inquinato da trielina

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MONTESCUDAIO. L’inquinamento della falda e un’inchiesta in corso che contempla l’ipotesi di disastro ambientale. La storia di Poggio Gagliardo inizia alla fine del secolo scorso, quando la terra si impregna di scarichi inquinanti, e arriva ai giorni nostri, con le operazioni di bonifica messe in atto dalla Regione Toscana. Alle porte c’è l’avvio di quella che è chiamata fase tre, che dovrebbe iniziare entro marzo.

Intanto è stato necessario prolungare di tre anni la gestione dell’impianto “di depurazione” Soil vapour extraction (Sve) perché in alcuni dei suoi pozzi non è stato ancora raggiunto l’obiettivo di bonifica stabilito.

Il bando di gara per affidare la gestione sarà emanato, anche in questo caso, entro marzo. In tutto ciò è ancora in corso il monitoraggio della falda e dell’aria iniziato nel 2004. Ma vediamo, passo dopo passo, a che punto sono le operazioni di bonifica.

Fonti d’inquinamento
Ricordiamo che l’area di Poggio Gagliardo, dove attualmente sorge un centro commerciale, risulta inquinata da trielina e percloroetilene, scaricati nella falda negli anni Ottanta e Novanta. A quell’epoca lì c’erano due attività industriali: la lavanderia industriale La Rapida (chiusa nel 1980) e la conceria Massini (fallita nel 1995). A inizio del Duemila prendono vita le prime operazioni di bonifica, coordinate dalla Regione Toscana.

Opere di sbarramento
Uno degli interventi in campo ha previsto la creazione di uno sbarramento idraulico di messa in sicurezza chiamato Mise con lo scopo di isolare la sorgente della contaminazione. La Regione fa sapere che «a dicembre sono state eseguite le opere di adeguamento all’impianto gestito dal Comune di Montescudaio. La struttura dovrà continuare ad essere utilizzata fino all’avvio della fase tre».

Fase due in corso
La fase due delle opere di bonifica della falda riguarda l’attivazione, avvenuta nel 2018, dell’impianto Sve. La trielina esala dai pozzi in cui è stata precedentemente cementata e viene depurata. Quest’operazione è attualmente in corso ed entro marzo sarà emanato il bando di gara per l’estensione del servizio di altri tre anni. Perché non in tutti i pozzi è stato raggiunto l’obiettivo di bonifica prefissato.

Fase tre da marzo
Entro marzo la Regione emanerà anche il bando di gara per la realizzazione e la gestione di un altro impianto, chiamato Pump&Treat. In pratica si andrebbe ad agire direttamente sulla falda, anziché sulle sostanze inquinanti travasate all’interno di pozzi. La gestione dell’impianto durerà cinque anni. Per adesso, stando a quanto riferito dalla Regione, «il monitoraggio ha evidenziato una diminuzione della concentrazione di inquinanti. Segno che l’impianto Sve funziona». Staremo a vedere una volta conclusi gli ulteriori passaggi previsti per i prossimi mesi.

L’inchiesta
È intanto in corso un’inchiesta giudiziaria e c’è un fascicolo con l’ipotesi di reato connessa al disastro ambientale. Poggio Gagliardo è comparso anche nelle pagine della relazione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti. Dalle indagini è emerso che l’inquinamento sarebbe stato aggravato dalla costruzione del centro commerciale «eseguita in violazione degli esistenti vincoli urbanistici e ambientali». L’attesa adesso è per capire dove porteranno le indagini e, per come stanno le cose, per veder conclusa in modo efficace l’operazione di bonifica.

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