Allarme droga alla Ladronaia: altre siringhe trovate nel parco
Dopo la richiesta di alcuni cittadini intervengono i vigili. Il sindaco Lippi frena: «Non è detto che servano per bucarsi»
CECINA. L’immagine è la stessa già vista in tanti altri episodi, anche recenti, così come il timore: quello che a Cecina possa esserci un’emergenza legata alla tossicodipendenza. . Domenica mattina, nei pressi dell’area dello sgambatoio per cani, alla Ladronaia, un ritrovamento di due siringhe usate e abbandonate a terra. La scoperta è toccata a tre frequentatori dell’area, che, come d’abitudine, erano a passeggio con il loro cane domenica mattina dopo le 9. «Ad un certo punto, io e una ragazza – racconta Mauro Niccolini, cecinese e frequentatore dell’area – vediamo i gusci delle siringhe e, dopo aver dato un’occhiata, notiamo subito una siringa abbandonata a terra».
Immediata la telefonata alla centrale della polizia municipale che ha inviato sul posto due agenti, che si sono messi alla ricerca di altre siringhe. «Ad un certo punto sentiamo un vigile avvertirci del ritrovamento della seconda: era piena di sangue – racconta ancora Niccolini – e con la punta rivolta verso l’alto. Un episodio che segue quello della sera precedente, quando con le stesse persone di domenica eravamo a passeggio ed abbiamo notato due uomini nascosti dietro un oleandro, a circa 20 metri dallo sgambatoio. Era quasi buio per cui non siamo riusciti a distinguerli: uno chinato e l’altro in piedi, entrambi immobili. In quell’occasione abbiamo deciso di non richiedere l’intervento dei vigili, ma stavolta non potevamo far finta di niente». Anche perché nell’area ci corrono i cani ma ci passeggiano pure i bambini.
Il problema è che non si tratta del primo ritrovamento: sono stati diversi i casi, durante tutto l’anno, segnalati alla polizia municipale, intervenuta anche domenica mattina dopo la chiamata dei cittadini. «Gli agenti hanno messo in sicurezza l’area - conferma il comandante della Polizia Municipale, Armando Ore - evitando che chiunque si avvicinasse rischiasse di venirne a contatto ed hanno atteso l’intervento della ditta specializzata, la cooperativa Cavallo». «Chiaramente - aggiunge Ore - per sapere a cosa sono servite le due siringhe sono necessarie specifiche analisi di laboratorio: noi, infatti, non siamo». Dopo l’ennesimo episodio, la richiesta di maggior sicurezza è approdata anche sui social network e su Facebook lo stesso Niccolini ha chiesto l’intervento del sindaco e delle forze dell’ordine.
«La zona della Ladronaia – conclude Niccolini – è nota per essere frequentata da persone poco raccomandabili: almeno una volta a settimana arriva un’ambulanza a prendere un ubriaco che si è sentito male». Ad abbassare i toni, tuttavia, è intervenuto il sindaco, Samuele Lippi, che ha detto di «non credere al fatto che ci sia qualcuno che vada ad iniettarsi della droga proprio lì, in un punto tra l’altro illuminato e sotto gli occhi di tanti». «Io non so se ci sia un’emergenza legata alla tossicodipendenza, potrebbe anche esserci ma io non so valutarla - ha aggiunto Lippi -. Di sicuro c’è massima attenzione da parte nostra e delle forze dell’ordine, che hanno fatto intervenuti antidroga importanti».
«Per questo - continua il sindaco - chiedo la collaborazione dei cittadini nel segnalare qualsiasi criticità e d’ora in poi qualsiasi ritrovamento sarà portato a Pisa ad analizzare perché in passato, a seguito delle analisi realizzate sul contenuto di alcune siringhe rinvenute a terra, proprio come in questo episodio, è risultato che alcune erano vuote altre, addirittura, contenevano antibiotico ad uso animale. Per cui, prima di puntare il dito su una zona in particolare o su comportamenti, è bene fare le opportune riflessioni».
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