Il Tirreno

marina di cecina

Muore doganiere di 64 anni stroncato da una malattia

Claudia Guarino
Muore doganiere di 64 anni stroncato da una malattia

Claudio Gavarri ha abitato per molto tempo a Marina e lavorava a Livorno. Gli amici di una vita: «Era una persona buona, molto allegra e loquace»

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CECINA. Da qualche tempo viveva in città, ma per chi lo conosceva è sempre stato un marinese doc. Gli amici più stretti lo ricordano come un uomo buono e gentile che amava parlare, trascorrere il tempo in compagnia e che adorava il mare oltre ogni cosa. Per questo, quando era ancora in vita, avrebbe espresso la volontà di essere cremato: così le sue ceneri avrebbero potuto essere sparse sulle onde di Marina. Claudio Gavarri era malato da qualche tempo. È morto all’ospedale di Cecina a 64 anni, il giorno di Natale. Il suo corpo è stato poi portato alla camera mortuaria dell’ospedale dall’impresa funebre Santini di Cecina.

Lascia la moglie, una figlia piccola e un vuoto enorme nelle vite di quanti hanno percorso insieme a lui una parte della propria strada. Ci sono ad esempio i colleghi del servizio dogane del porto di Livorno. Perché Claudio Gavarri lavorava lì e si occupava, tra le altre cose, di gestire il carico e lo scarico delle merci. Poi ci sono gli amici di una vita, quelli con cui Claudio andava a pescare e con cui spesso trascorreva le sue giornate estive allo stabilimento Aurora di Marina di Cecina. Aspettavano sempre il vento giusto per fare il bagno, ponendosi di fronte alle onde di quel mare che tanto significato ha nella vita di chi ci cresce accanto. In molti parlano di Claudio Gavarri come di una persona allegra, solare e soprattutto come di un uomo molto buono.

«A volte anche troppo - raccontano gli amici di infanzia - Lo mettevamo sempre in guardia, gli dicevamo di stare attento perché c’era chi avrebbe potuto approfittarsi della sua bontà d’animo».Quando era sul posto di lavoro, appena aveva un momento libero, si dedicava agli ultimi arrivati, aiutandoli a inserirsi e insegnando loro il mestiere. Era sempre pronto ad aiutare il prossimo: nel lavoro così come nella vita. «Era uno puro di cuore», racconta chi lo conosceva fin dall’infanzia. Claudio Gavarri viene descritto anche come una persona allegra, che amava parlare e che aveva sempre una battuta pronta, in ogni situazione. Era un uomo che ha lasciato il segno.
 Era prossimo alla pensione e con gli amici spesso parlava del suo lavoro al porto, raccontando le proprie giornate e cercando di spiegare ciò di cui si occupava. Sembrava sempre molto entusiasta di quello che faceva quotidianamente, sia al lavoro che fuori. Dopo la scuola ha lavorato per un certo periodo in Liguria, prima di trasferirsi al porto di Livorno, dove ha lavorato finché ha potuto.

Chi lo conosceva bene parla anche delle sue passioni: gli piacevano le moto e le auto. Guardava il Gran Premio di Formula 1 e il Moto Gp. Sembra che uno dei suoi sogni fosse quello di acquistare prima o poi proprio una moto. Da quando si era sposato si era trasferito a Cecina città, ma nel suo dna c’era Marina. Quando poteva andava sempre a fare una passeggiata in riva al mare, sorseggiando un caffè in compagnia e condividendo la propria giornata e le proprie passioni. Gli amici di una vita stentano a trattenere le lacrime ricordando quella persona così allegra e loquace che aveva la passione per la sua terra e, soprattutto, per il suo caro mare cecinese. Chi è cresciuto con lui, parla di Claudio Gavarri come di «un uomo che ha lasciato il segno». Il corpo di Claudio Gavarri è stato portato in un primo momento all’obitorio del cimitero di Cecina. La salma sarà poi trasferita a Livorno per poter essere cremata.
 

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