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INDUSTRIA E AMBIENTE 

Solvay su scarichi a mare e prelievi di acqua «Rispettiamo le norme»

Solvay su scarichi a mare e prelievi di acqua «Rispettiamo le norme»

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ROSIGNANO. «Le attività del sito industriale rispettano rigorosi standard ambientali, di sicurezza e di corretta gestione di sostanze chimiche; tali attività sono sempre condotte da personale in possesso di un elevato grado di professionalità, competenza e scrupolosità».

Le precisazioni della società Solvay portano la firma del direttore dello stabilimento, Pier Luigi Deli. Solvay, dopo la trasmissione Report e dopo l’assemblea sullo stato di salute della costa organizzata da alcune forze di opposizione insieme ad associazioni ambientaliste, nei giorni scorsi a Rosignano, «ritiene fondamentale effettuare concrete precisazioni».

«Le attività sono svolte in piena conformità con le normative di legge e con i regolamenti in vigore - èprosegue Deli - essendo esse sottoposte a controllo e verifica continua da parte delle autorità competenti. Gli impianti di Rosignano, anche alla luce dei notevoli investimenti realizzati negli ultimi anni, sono considerati tra i più efficienti del gruppo Solvay; con riferimento ai soli interventi di miglioramento degli impatti ambientali». Ecco che vengono citati, a tal proposito, «l’impianto gestito dal consorzio Aretusa, per il recupero delle acque reflue dei depuratori di Rosignano e di Cecina permette oggi di ridurre fortemente i consumi di acqua dolce dal territorio e destinati ad usi industriali. L’impianto di cattura e recupero di CO2 dalle emissioni consente la sostanziale riduzione delle emissioni in aria di anidride carbonica. La nuova centrale termica Rosen ad alto rendimento permette di ridurre del 40% le emissioni in atmosfera di NOx (ossidi d’azoto)».

Inoltre Solvay spiega di ritenere «doveroso ricordare che i solidi sospesi di calcare contenuti negli scarichi industriali sono inerti e i metalli pesanti inglobati nella sabbia di calcare non sono biodisponibili; inoltre, le quantità di solidi scaricate sono in linea con quanto previsto dalle migliori tecnologie disponibili (Bat Best Available Techniques) e sono conformi alle normative italiane e a quelle europee». Quanto al divieto di balneazione «esistente in corrispondenza dello scarico industriale del polo industriale, è regolamentato come qualunque installazione industriale e portuale». Mentre «il sale estratto nella Val di Cecina è utilizzato da Solvay per usi industriali propri solo per circa il 60% del totale autorizzato, il resto è a beneficio di altre realtà industriali del territorio e i prelievi dei pozzi di acqua potabile di Asa dal fiume Cecina per Volterra, sono tutti a monte dei prelievi di acqua industriale Solvay e quindi Solvay non può essere all’origine delle problematiche di mancanza di acqua potabile per Volterra ».

Infine Solvay fa notare di aver versato «nei mesi scorsi 4,65 milioni di euro all’Autorità Idrica Toscana, per la realizzazione di nuove infrastrutture per la distribuzione dell’acqua potabile: la somma versata consentirà ai cittadini della Val di Cecina di usufruire di un migliore servizio idrico».

La società fa inoltre sapere di essere disponibile «a confrontarci in modo costruttivo e collaborativo con i cittadini in tutte le sedi istituzionali del territorio». —



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