Il Tirreno

il caso 

Hashish e cocaina nell’auto arrestato un quarantenne

A.d.G.
Hashish e cocaina nell’auto arrestato un quarantenne

Operazione della polizia, finisce ai domiciliari un dipendente delle acciaierie  Sequestrati un chilo e trecento grammi di fumo e mezzo etto di polvere bianca

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CECINA. Non è stata una data fortunata quella scelta per rifornirsi di droga. Un venerdì 13 sbagliato. Quella partita di hashish e cocaina da suddividere in dosi e da vendere ai propri clienti non è finita sul mercato ma negli uffici del commissariato di Piombino. Mentre Giacomo Federighi, quarantenne campigliese, residente a Cecina e dipendente delle acciaierie piombinesi, è finito in manette dopo essere stato fermato, all’uscita di Piombino, con oltre un chilo di hashish e mezzo etto di cocaina. Non certo un quantitativo da record ma comunque parecchia, troppa per essere considerata sostanza destinata all’uso personale. Federighi finora era uno “pulito”, nel senso che non era mai stato arrestato. A suo carico aveva soltanto una segnalazione alla prefettura per consumo di cocaina. Un solo episodio. Venerdì pomeriggio dunque, intorno alle 15,50, l’uomo è stato fermato a un posto di controllo della polizia. La volante del commissariato era ferma in località Colmata, all’altezza dell’autolavaggio e del bar La Rotonda. Sulle prime sembrava un controllo stradale come tanti altri, anche se a quanto pare la polizia era stata già imbeccata e aveva messo sotto osservazione quell’uomo. Fatto sta che gli agenti lo hanno fermato, gli hanno chiesto patente e libretto di circolazione, poi si sono allontanati tornando alla loro volante per il consueto accertamento alla banca dati. Casuale o meno che fosse, quel controllo non è stato gestito con sangue freddo da parte dell’automobilista. L’uomo del resto sapeva di avere a bordo la roba e sapeva di essere stato già segnalato alla prefettura. E il suo nervosismo non è sfuggito ai poliziotti, gli assistenti capo Paolo Ceccarelli e Rosario Russo, che lo hanno perquisito. Addosso, Federighi non aveva nulla, ma dalla perquisizione dell’auto alla fine è spuntata la droga. Nel vano dove era alloggiata la ruota di scorta erano nascosti undici panetti di hashish, per un peso complessivo di circa un chilo e trecento grammi, e un sacchetto di plastica con 46 grammi di cocaina. A quel punto, come è di prassi, la perquisizione è stata estesa a casa dell’uomo, a Cecina, ed è stata condotta in collaborazione con gli agenti del posto. Anche a casa sua è stata trovata altra cocaina (11 grammi) più bilancino e materiale vario per il confezionamento. Tutto sequestrato. Quindi, su disposizione del magistrato di turno, il sostituto procuratore Ezia Mancusi, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice dell’udienza preliminare di Livorno. Udienza che c’è stata lunedì. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha ordinato il mantenimento della misura cautelare, concedendo all’indagato solo il permesso per recarsi al lavoro alle acciaierie. Nel frattempo le indagini proseguono per risalire ai fornitori. La polizia su questo fronte è stata vaga, non sappiamo dove sia avvenuto il rifornimento. Si stima che, sul mercato, il quantitativo di droga sequestrata avrebbe fruttato fra i ventimila e venticinquemila euro. —

A.d.G.

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