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Ostetrica in missione in Tunisia per salvare bimbi nati prematuri
È la coordinatrice Lia Burgalassi che ha tenuto un corso a 30 operatori di un ospedale che ha un solo pediatra
CECINA. Lia Burgalassi, che lavora come coordinatrice per l’ infermieristica e l’ostetricia del reparto materno-infantile dell’ospedale di Cecina, è stata protagonista in Tunisia di un progetto di cooperazione sanitaria internazionale per la rianimazione neonatale.
L’intervento si è svolto nel contesto del progetto denominato “Futur Proche” ed è finanziato dalla Regione Toscana e dalla Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, nella regione di Kasserine in Tunisia, una regione povera e circondata da montagne con criticità legate al terrorismo islamico. Un’area a rischio, insomma, dove comunque sono andati diversi operatori del sistema sanitario toscano.
Oltre a Lia Burgalassi hanno partecipato alla missione Valentina Canocchi, pediatra nell’ospedale di Montepulciano (in provincia di Siena) e Luca Scali, referente per le attività di cooperazione sanitaria dell'azienda Asl Toscana Sud Est.
Durante la missione è stato realizzato un intervento formativo sulla rianimazione neonatale della durata di cinque giorni, 25 ore di lezioni, a beneficio degli operatori dell'ospedale regionale di Kasserine. Hanno partecipato alle attività formative circa trenta persone provenienti dall'unità di neonatologia, dalla sala parto e del reparto maternità che hanno svolto un lavoro pratico di affiancamento al lavoro al mattino e un corso, nel pomeriggio, basato prevalentemente sull’apprendimento pratico con utilizzo di manichini per la simulazione e presentazione di scenari pratici. «I manichini - spiega Lia Burgalassi - sono stati offerti dalla Pubblica assistenza di Cecina e di Siena».
«La collaborazione, l’accoglienza e l’interesse del personale sanitario dell’ospedale di Kasserine - si spiega dall’Asl - è stata eccellente ed anche i risultati della formazione hanno dimostrato un ottimo apprendimento di conoscenze ed abilità pratiche». La formazione, si aggiunge « è stata organizzata sul terreno dalla Ong Cospe, dalla direzione sanitaria regionale di Kasserine e dal centro salute globale della regione Toscana, in qualità di coordinatore della componente sanitaria del progetto».
Durante la missione sono stati rivisti e definiti anche gli altri interventi del progetto da realizzarsi in questa area. A breve verranno infatti avviati i lavori di riabilitazione e di equipaggiamento dei centri di salute di Errakhmet e Hmouda e verranno avviate delle attività di sensibilizzazione e promozione della salute dirette alla popolazione sul tema delle malattie croniche.
Per Lia Burgalassi non è la prima esperienza di cooperazione internazionale. «Da dieci anni seguo un progetto in Burkina Faso - racconta la coordinatrice - qui in Tunisia siamo stati in un ospedale dove vengono fatti 7mila parti con un solo pediatra e in una zona a rischio». E aggiunge: «È una grande sensazione rendersi utile per aumentare la competenza di queste persone. Non solo: un’esperienza del genere porta un particolare arricchimento personale, ti aiuta a rivedere le dinamiche della vita di tutti i giorni».
La seconda edizione dello stesso corso, già in programmazione per febbraio 2020, sarà dedicata alle maternità periferiche situate in località decentrate spesso molto svantaggiate in termini di distanze e presenza di personale sanitario adeguato. —
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