Il Tirreno

turismo

La tassa di soggiorno arriva anche in collina, verso una tariffa unica di un euro a notte

Leondina Marulli
Il centro di Casale Marittimo (foto Muzzi)
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Il centro di Casale Marittimo (foto Muzzi)

Perde appeal la vacanza in albergo, mentre va forte quella in b&b e piccole strutture che si prenotano online

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CECINA. L'appeal delle vacanze nel settore extra alberghiero è confermato dai numeri: analizzando i dati relativi all'aumento del numero delle presenze nei comuni della Costa degli Etruschi, da San Vincenzo a Rosignano nel triennio che va dal 2016 al 2018, pari ad un più 5,9%, emerge che l'alberghiero è sceso da 1 milione e 233.378 presenze del 2016 a 1 milione e 196.011 del 2018 mentre l'extra alberghiero è salito dai 4 milioni e 216.394 nel 2016 a 4 milioni e 576.560 del 2018. 3 i punti percentuali persi dal settore alberghiero rispetto al più 8,5% fatto registrare dall'extra-alberghiero nel triennio di riferimento.

Chi sale chi scende
«I numeri in crescita a livello di pernottamento sono dovuti proprio alle presenze registrate nel settore extra alberghiero - spiega Gianfranco Lorenzo, direttore ricerca del Centro studi turistici di Firenze - mentre l'alberghiero perde terreno perché a cambiare è il mercato: dalla presenza di agriturismi a piattaforme come 'Air&b' e altre proposte innovative, dai campeggi agli appartamenti. I flussi turistici restano confermati, con un lieve aumento, però le persone che vanno in albergo tendono a fermarsi meno, a differenza dell'extra alberghiero, dove la permanenza è maggiore».

Alberghi in calo
Il settore alberghiero, dunque, soffre da una parte i cambiamenti proprio dei consumatori, che preferiscono fare più vacanze ma brevi, dall'altra le proposte innovative che l'extra-alberghiero sta mettendo in campo. Dalle piattaforme online alla possibilità di offrire pacchetti ed esperienze che vanno oltre la giornata al mare. «Quest'anno abbiamo registrato un forte calo delle presenze - conferma Niccolò D'Andrea, titolare dell'Hotel Tornese a Marina di Cecina - nei mesi di maggio e luglio. Se si considera che l'80% del fatturato si concentra nei mesi di luglio e agosto, è chiaro che c'è stato anche un sensibile calo del fatturato. Mi sono confrontato anche con colleghi, titolari di case vacanze, ristoranti e alberghi che hanno condiviso le mie osservazioni». In termini di pernottamento, i comuni con il peso maggiore sono Bibbona e San Vincenzo: per entrambi, il dato parla di oltre il 19% di presenze nel triennio, seguiti da Castagneto, con oltre il 15%, Piombino con circa il 14% e Cecina e Rosignano con il 10%. Spostando l'arco temporale agli ultimi 10 anni, i dati disegnano una geografia turistica dinamica: mentre Castagneto Carducci ha fatto registrare un più 50% di presenze sul proprio territorio, anche in considerazione di una forte presenza dell'extra-alberghiero, insieme con i Comuni di Bibbona e Rosignano, caratterizzati da un trend di crescita del 10%, Cecina ha perso 8 punti percentuali, seguito da San Vincenzo che, negli ultimi 10 anni, ha visto un calo di presenze del 2,5%. «Si tratta di dati frutto di dinamiche fisiologiche nel settore del turismo - spiega ancora Lorenzo - in quanto le destinazioni considerate mature all'interno della Costa degli Etruschi, proprio come possono esserlo Cecina e San Vincenzo, mete turistiche storiche, dopo anni di crescita costante, iniziano a perdere terreno, una decrescita che in economia è considerata fisiologica». Non è un caso, dunque, che a crescere in termini di presenze siano quei comuni dove è forte la presenza di strutture extra-alberghiere, come Castagneto Carducci, che ospita un elevato numero di agriturismi, e Bibbona, grazie alla presenza di numerosi campeggi e strutture collinari.

Campeggi e stranieri
Se il campeggio Le Tamerici ha fatto «risultati in linea - spiega il gestore, Franco Manno - con l'anno scorso. La presenza dei turisti è rimasta standard», a Bibbona c'è chi, come Le Esperidi, ha fatto «registrare un più 2,4%, con un calo di italiani - commenta il titolare Umberto Mannoni - e un aumento di tedeschi e svizzeri. Un dato importante, considerando che fino al 15 settembre avevamo il tutto esaurito e fino a fine stagione abbiamo avuto una presenza più che soddisfacente». Anche se, nel triennio di riferimento, oltre il 90% dei pernottamenti si registrano nelle strutture dei comuni costieri e il 10% nelle strutture dell'entroterra, sono in molti a tirare le somme, come il comune di Riparbella che parla di un aumento delle presenze pari all'1,7%, ad adeguare le tariffe della tassa di soggiorno e, nel caso del Comune di Casale Marittimo e Guardistallo, ad introdurla ex novo. Nei giorni scorsi, il Comune di Castagneto Carducci ha deciso una rimodulazione, in aumento, delle tariffe mentre il Comune di Casale Marittimo e quello di Guardistallo hanno deciso di introdurla proprio a partire dal 2020, optando per una tariffa unica, che sarà, con ogni probabilità, pari a un euro «nonostante sul nostro territorio non ci siano strutture alberghiere - commenta la sindaca di Casale, Claudia Manzi - a differenza degli agriturismi, residence e locande». I comuni di Bibbona e Montescudaio, da anni, hanno adottato un regolamento a riguardo mentre l'unico comune a non essersi ancora allineato sulla tassa di soggiorno è quello di Riparbella, che al momento è impegnato «a dialogare con e valutare con le strutture turistiche - dice il sindaco Salvatore Neri - Con ogni probabilità sarà introdotta nel 2021».

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di Redazione web