Il Tirreno

turismo 

Nuova imposta di soggiorno associazioni contro l’aumento

Divina Vitale

Confesercenti e Confcommercio non sono d’accordo con la scelta «Così si minano le presenze soprattutto in bassa stagione il Comune ne discuta con noi»

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Confcommercio e Confesercenti si schierano contro l’aumento della tassa di soggiorno deciso dal Comune di Castagneto Carducci, dicendosi fortemente critiche relativamente alle scelte fatte dall’amministrazione. Parere negativo è espresso anche sul periodo di riferimento dell’imposta legata al turismo.

Ricordiamo che le nuove tariffe prevedono aumenti che partono da 50 centesimi, per il settore dei campeggi, fino ad un euro per gli alberghi ad una stella. Inoltre l’imposta sarà in vigore da aprile a ottobre, circa due mesi in più rispetto allo scorso anno. Tutto ciò, secondo le associazioni di categoria, mina una presenza turistica che è già precaria, soprattutto nella bassa stagione.

«Gli imprenditori del turismo sono sempre stati disponibili a comprendere gli oggettivi problemi economici – scrivono in una nota le associazioni di categoria - Ma la tassa di soggiorno non può essere l’unica leva con cui l’amministrazione cerca di aggiustare i conti, peraltro in una congiuntura non favorevolissima ai consuntivi della stagione appena trascorsa».

Secondo Confesercenti e Confcommercio, inoltre, «l’allungamento del periodo di applicazione delle aliquote colpirebbe negativamente le presenze in bassa stagione. Quest’ultima andrebbe piuttosto rilanciata ed incentivata. In quest’ottica a farne le spese più gravi sarebbe il settore extralberghiero, da sempre elemento qualificante e traino del turismo sulla costa».

«I Comuni dell’area, negli anni, hanno raggiunto faticosamente l’omogeneità nelle imposte di soggiorno e sarebbe poco proficuo metterla in crisi adesso - continuano Confesercenti e Confcommercio - il turismo è tra le poche occasioni di sviluppo del nostro territorio, se non l’unica ed è in grado di coniugare economia locale, sostenibilità ambientale, tutela delle tradizioni e incremento del tenore di vita e della qualità dell’occupazione».

Le due associazioni di categoria ricordano infine che «l’imposta di soggiorno è una tassa di scopo, i cui proventi devono essere destinati a migliorare i servizi offerti al turista. Le associazioni, e quindi gli operatori turistici che rappresentano, si aspettano dunque di essere coinvolti quanto prima nelle decisioni che l’amministrazione comunale prende su un tema importante come questo». —

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