Il Tirreno

dopo report 

Legambiente «Vogliamo un confronto con Solvay»

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ROSIGNANO. Chiedono un faccia a faccia con l’azienda chimica. Legambiente commenta la trasmissione televisiva Report, che lunedì scorso ha trattato il tema della Solvay chimica. «Noi di Legambiente Costa Etrusca - scrivono - non siamo rimasti particolarmente turbati soltanto perché dei temi trattati da Report ne eravamo già consapevoli da tempo; più volte eravamo intervenuti soprattutto in occasioni di sversamenti in mare e morie di pesci».

L’asociazione ambientalista sottolinea che «nelle conclusioni del nostro convegno tenutosi a Donoratico in aprile 2018 su Solvay era scritto: d’altra parte, il gruppo (delle associazioni ed amministrazioni presenti) ha rilevato un’altra precondizione necessaria per il rilancio di questa importante area della nostra regione. Ed è la riqualificazione del tessuto industriale di Livorno, a nord, e di Piombino, a sud. Che non vuol dire ripercorrere le insostenibili formule industrialiste della II metà del Novecento, caratterizzate da prelievi estremi di capitale naturale e da enormi impatti sugli ecosistemi, come Rosignano Solvay e l’area Lucchini ci raccontano. Ma semmai rileggere la tradizione manifatturiera toscana alla luce delle dirompenti novità introdotte dallo scenario 4.0». Legambiente fa notare che «questo scenario 4.0 non si vede mai comparire, se non nella tecnologia che serve a diminuire i posti di lavoro ed aumentare i profitti. Siamo noi che non abbiamo gli occhiali giusti? Perché continuare a sversare in mare milioni di metri cubi di residui calcarei? A noi fa venire in mente i dubbi di andreottiana memoria: non sarà che in questo modo tutto si miscela e si diluisce e nulla si trova? Questo calcare potrebbe diventare addirittura un sottoprodotto vendibile? Stessa cosa per la percentuale di sale che resta nell’acqua e finisce in mare come dice “Medicina Democratica”, anziché recuperata per la nuova salamoia del successivo ciclo produttivo». Ecco che Legambiente spiega di volersi «sedere a un tavolo con l’azienda Solvay per trovare le soluzioni tecniche ed ambientali. I cambiamenti climatici non consentono dilazioni temporali, questo dovrebbe essere consapevolezza delle grandi multinazionali come Solvay , ed anche delle amministrazioni: restiamo in attesa di loro notizie». —

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