Il Tirreno

È nata una nuova associazione  

ProgettAbile, per volare oltre le barriere

Claudia Guarino

L’obiettivo è creare una rete in grado di aiutare i disabili ad accedere liberamente a tutti i servizi della comunità

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Le parole chiave sono due: fare rete. Insieme per favorire l'inclusività di tutti nella vita quotidiana. Insieme per costruire servizi e per facilitare le vite degli altri.

A Cecina è nata una nuova associazione: si chiama ProgettAbile ed è una realtà di promozione sociale nata a sostegno di bambini, ragazzi ed adulti con disabilità o che vivono situazioni di svantaggio, sia sociale che psicologico. «Il nostro obiettivo è andare incontro alle esigenze delle persone disabili che abitano sul nostro territorio e, naturalmente, a quelle delle loro famiglie», racconta Alessandra Aliboni, una formazione pedagogica alle spalle e un futuro fatto di mediazione familiare. Aliboni è anche mamma di Anna, una splendida bambina con disabilità neuromotoria, nonché una delle fondatrici della nuova associazione, insieme a suo marito Paolo Filippeschi, ragioniere e informatico.

A ProgettAbile ha aderito anche Serena Suarez Lugo, formata in terapia della riabilitazione. Insegnante Feldenkrais, 15 anni fa la vita di Serena ha preso una piega inaspettata e oggi si occupa della sua famiglia e di raccontare attraverso un blog com’è la vita di un nucleo dove quasi tutti sono neuroatipici.

«L’associazione - racconta Suarez Lugo - mira a creare spazi accessibili e a modificare le realtà che esistono già, rendendole più inclusive. Cosicché i disabili possano riuscire a fare tutto. Vogliamo, insomma, abbattere le barriere: sia architettoniche che mentali».

L’idea,dunque, è contribuire a rendere più libere le persone con disabilità, troppo spesso sottoposte a limiti stabiliti soprattutto dall’esterno. «Vorremmo anche portare avanti un’opera di sensibilizzazione contro il fenomeno del bullismo», afferma Silvia Giannini, psicoterapeuta e socia di ProgettAbile. L’idea, in questo caso, è favorire, anche all’interno delle scuole, un cambiamento di atteggiamento nei confronti della disabilità, sia da parte degli adulti che dei ragazzi. Via le barriere mentali, dunque. E via anche quelle fisiche, perché ProgettAbile vuole «creare spazi ed occasioni affinché i ragazzi disabili possano praticare tutte le attività insieme ai coetanei - dice Aliboni - senza che debbano vivere come se fossero ghettizzati». Solo in questo modo, infatti, è possibile favorire l’autonomia delle persone. Tutti obiettivi, questi, condivisi anche da Francesca Pergola, pedagogista relazionale che da circa due anni ha aperto, insieme a due colleghe, il centro educativo Ed.ip.si.

Nell’associazione ci sono anche Francesco Filippeschi, fisioterapista, Marcella Spigliati, nonna tuttofare amante del bricolage e Roberta Di Pasquale, psicoterapeuta cognitivo comportamentale che segue adulti e bambini.

«Un altro ambizioso obiettivo che ci poniamo - concordano tutti - è formare le strutture ricettive, le pro loco, gli studi medici, gli ospedali, i negozi, le imprese commerciali, le associazioni culturali del territorio in modo che gli eventi, le procedure e gli spazi siano pensati già a monte come inclusivi per tutti. Anche per i ragazzi disabili e le loro famiglie». —



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