Gioco
Incendio al campo sportivo del Vada: «Distrutte attrezzature e tutte divise dei giocatori»
Il rogo sarebbe stato causato l’altra notte da un corto circuito della lavatrice. Il presidente Bartoli: «Non è rimasto più niente»
LIVORNO. Lavatrici, palloni, ostacoli e birilli. Tutto l’occorrente per gli allenamenti. Perfino le maglie da calcio della squadra, con i pantaloncini e i calzettoni. Migliaia di euro di euro di danni al campo del Mare di Vada, dove ieri mattina quando l’addetta alle pulizie è entrata nei magazzini dello stadio Silvio Gori ha trovato ancora le fiamme ardenti e il fumo denso. Nella notte era andato tutto a fuoco, con ogni probabilità a causa di un cortocircuito della lavanderia, che ha poi interessato l’impianto elettrico installato nelle quattro baracche a due passi dal recinto di gioco.
Questa, infatti, sarebbe l’ipotesi dei vigili del fuoco di Livorno, guidati dall’ingegner Paolo Qualizza, arrivati dalla caserma di via Campania dopo l’allarme da parte dei responsabili della compagine granata, che veleggia a metà classifica del Girone F della seconda categoria regionale. «Ci siamo subito chiesti se si trattasse di un incendio doloso – racconta, ancora preoccupato, Roberto Bartoli, il presidente della società seguitissima in tutta la cittadina – ma stando a quanto sostenuto dai pompieri, a quanto pare non sarebbe così. Da un certo punto di vista questo ci consola, anche se era comunque improbabile che qualcuno potesse avercela con noi, del resto non facciamo niente di male. Ora dobbiamo ripartire: per i primi tempi sarà difficile, ma vogliamo farcela da soli. È un duro colpo, ma ce la faremo. Ne siamo convinti».
Bartoli è subito accorso al Silvio Gori dopo la chiamata dell’addetta alle pulizie, arrivata alle 8.30 di martedì 3 dicembre per rimettere in sesto gli spogliatoi in vista degli allenamenti in vista del match interno contro il Forte di Bibbona. È stata lei stessa a chiamare il 113, con una volante della polizia di Stato del commissariato di Rosignano, diretto dal vicequestore Marco Falzarano, subito sul posto per verificare l’accaduto. Sono stati gli agenti a suggerire e facilitare l’intervento dei vigili del fuoco, nonostante lo stesso presidente della squadra con un estintore avesse ormai spento definitivamente gli ultimi focolai rimasti dall’incendio notturno, che purtroppo aveva già devastato tutto. Nessuno, al buio, avrebbe visto nulla: le fiamme sono infatti sempre rimaste circoscritte all’interno delle baracche, quattro strutture di fatto unite in una sola e utilizzate come deposito. Fuori si poteva notare solo il fumo, ma la poca illuminazione della zona non ha evidentemente facilitato le eventuali segnalazioni che avrebbero potuto arrivare alla centrale operativa dei pompieri, mai intervenuti prima dell’arrivo della donna delle pulizie visto che nessuno aveva segnalato il rogo in atto.
«Per precauzione abbiamo deciso di chiamare il 115 – conclude il responsabile della società – visto che era giusto che svolgessero le indagini per comprendere le cause dell’incendio. Sicuramente il rogo andava avanti da ore ed era scoppiato nella notte, ma nessuno si è accorto di nulla fino all’arrivo della nostra incaricata. I magazzini ora sono completamente distrutti: i danni sono enormi, ma con il tempo risorgeremo».
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