La protesta
Sportelli nei paesi collinari per prenotare visite ed esami
Il servizio Bottega della Salute è stato attivato in modo congiunto dai Comuni di Castellina e Santa Luce con tre sedi specifiche
Castellina. Castellina e Santa Luce hanno aperto nei giorni scorsi la Bottega della Salute, progetto presentato durante una assemblea pubblica da Fulvia Vetturini, vicesindaco di Castellina e assessore al sociale.
Le due amministrazioni, da mesi, hanno richiesto alla Società della Salute di realizzare due sportelli, con l’intento di dare informazioni agli anziani che faticano a spostarsi all’ospedale di Cecina e al distretto sanitario di Rosignano.
«Un servizio – spiega Vetturini – che a pochi passi da casa permetterà di attivare le tessere sanitarie, prenotare esami e visite specialistiche, ritirare le analisi e richiedere informazioni di vario genere. L’ufficio sarà aperto cinque giorni alla settimana: a Castellina sarà ospitato in biblioteca, ma poi si trasferirà a Palazzo Renzetti, non soltanto sede della Pubblica assistenza, in quanto la struttura ospiterà chi ha problemi di emergenza abitativa, visto che al primo piano ci sono otto camere, mentre a piano terreno saranno ospitati alcuni servizi sociali e sanitari».
A Santa Luce l’ufficio si troverà al piano terra del palazzo civico e nella sede della cooperativa TerrAntica a Pastina, ma l’idea sarebbe portarlo anche a Riparbella per dare altre risposte alla collettività. A gestire le attività saranno due operatrici: Giulia Arcidiacono e Lisa Brigliozzi, selezionate attraverso un bando che la Società della Salute ha presentato nei mesi scorsi in convenzione con l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni, affidando loro un incarico annuale.
«La scelta di aprire due punti – dice il sindaco di Santa Luce Giamila Carli – non è casuale, in quanto sia nel capoluogo sia nelle frazioni la presenza degli anziani è alta e, perciò, abbiamo studiato una iniziativa che avvicini i cittadini alla realtà sanitaria, senza però entrare in competizione con le farmacie della nostra zona, poiché si tratta di servizi complementari per il territorio. Inoltre, avendo un preciso riferimento e due persone con le quali parlare, non soltanto la terza età potrà ottenere altre indicazioni legate a bisogni specifici». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
