Il dolore
Rapinano la banca armati di taglierini e sequestrano dipendenti e clienti
Paura alla filiale della Banca Toscana. In azione quattro persone, che sono riuscite a rubare 60mila euro
CASTIGLIONCELLO. Sono entrati armati di taglierino e dopo aver sequestrato dipendenti e clienti per oltre mezz’ora, sono fuggiti con un bottino di circa 60mila euro.
Rapina alla Banca Toscana di Caletta, lungo la vecchia via Aurelia a Castiglioncello. È successo ieri pomeriggio, quando poco prima delle 15 due uomini sono entrati nella sede locale dell’istituto di credito. Occhiali scuri e volto coperto grazie a sciarpe e cappelli, senza destare alcun sospetto sono entrati contemporaneamente a una cliente.
Una volta all’interno hanno tirato fuori due taglierini dicendo che si trattava di una rapina. In quel momento dentro la filiale dell’istituto di credito c’erano sei dipendenti e otto clienti, che i rapinatori hanno radunato nei locali interni della banca, dietro allo spazio del front office, tenendoli immobili sotto la minaccia di utilizzare i taglierini.
I malviventi si sono inoltre fatti consegnare tutti i telefoni cellulari, così da evitare che qualcuno potesse chiamare le forze dell’ordine o anche solo i propri familiari. Non solo, hanno chiesto chi, fra i dipendenti, fosse in grado di aprire con facilità il caveau e l’impianto del bancomat.
Così hanno prelevato due lavoratori, chiaramente intimoriti, e li hanno costretti ad aprire il locale del caveau e il sistema per accedere al bancomat, sempre sotto la minaccia dei taglierini.
Terminata l’operazione di apertura dei sistemi di sicurezza, i malviventi hanno mandato con gli altri ostaggi anche i due dipendenti usati per impossessarsi dei soldi presenti nella sede castiglioncellese della Banca Toscana.
Le operazioni per raccogliere il denaro sono andate avanti oltre mezz’ora, stando alle testimonianze di clienti e lavoratori che sono rimasti sequestrati. Una volta ottenuti i soldi, i due rapinatori sono usciti, intimando ai quattordici ostaggi di non lanciare l’allarme.
Una terza persona li aspettava sull’esterno della banca, per verificare che nessuno si avvicinasse all’istituto di credito durante la rapina, mentre una quarta è rimasta in auto pronta a fuggire a tutta velocità non appena i compari fossero usciti.
I rapinatori hanno radunato un bottino che, sebbene debbano essere effettuati ancora i conteggi esatti del denaro mancante, si aggira intorno ai 60mila euro, e si sono diretti verso l’uscita.
Poi la fuga a bordo di una utilitaria scura e di piccole dimensioni.
Erano le 15.51 quando i dipendenti, sotto choc per l’accaduto, hanno lanciato l’allarme.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Castiglioncello e i militari del Nucleo operativo radiomobile di Cecina. A coordinare le operazioni c’era anche il comandante della compagnia Christian Bottacci. Dopo aver tranquillizzato le persone sequestrate, che nonostante la paura non hanno avuto bisogno di cure particolari, i carabinieri hanno cominciato a ricostruire l’accaduto. Dalle testimonianze dei dipendenti e dei clienti risulta che i rapinatori abbiano parlato in italiano, con accento meridionale. Sembra che uno degli uomini potesse avere circa cinquant’anni, mentre gli altri fossero più giovani, intorno ai venticinque anni.
Dal Comando carabinieri di Livorno è arrivato anche il reparto che si occupa dei rilievi scientifici, che sono andati avanti fino a ieri sera. Non solo, i militari hanno ascoltato anche i titolari dei negozi circostanti e hanno acquisito le registrazioni delle telecamere interne ed esterne alla banca, così da capire nel dettaglio i movimenti dei rapinatori. —
Anna Cecchini
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