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Teli color arancio e tante transenne: al cimitero incuria e chiesetta chiusa

Michele Falorni
Teli color arancio e tante transenne: al cimitero incuria e chiesetta chiusa

Molti sepolcri sono recintati e l’accesso è complicato. Un solo foglio avverte: “Attenzione, distacco intonaci”

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CASTAGNETO. Al cimitero comunale di Castagneto Carducci il colpo d’occhio non è dei migliori, con i sepolcri chiusi dietro alle transenne e ai teli traforati di plastica arancione. Un quadro, questo, dove il degrado appare subito, imponendosi allo sguardo. Peccato, perché il camposanto è incastonato tra la quiete dei pini secolari e tra il verde delle colline circostanti. È un luogo che invita ad entrare, ma oltrepassato l’ingresso il quadro cambia in fretta. L’ala più moderna e curata, infatti, si scontra con la parte storica, dove anche una croce di legno, rotta, è abbandonata in mezzo all’erba. Una parte del cimitero è recintata, probabilmente in attesa di lavori, e anche portare i fiori ai propri cari, in alcuni punti, è diventato difficile.

La voce di chi frequenta il camposanto cela nervosismo, perché è spiacevole vedere che il tempo passa e nessuno interviene, con conseguenze facili da immaginare: tutto, per adesso, rimane com’è, con qualche signora anziana costretta a sistemarsi su una sedia, perché il corridoio che conduce alla tomba è chiuso da una grata grigia. I problemi, però, non finiscono qui. Anche la chiesa, infatti, è serrata ormai da mesi. Due transenne con tanto di catarifrangenti a strisce bianche e rosse, sprofondate nel terreno reso molle dalla pioggia, ricordano che non si può entrare, sebbene la porta sia socchiusa perché il filo di ferro arrugginito che la teneva ferma si è spezzato.

Un impatto non certo bello, questo, che trasmette una sensazione di abbandono. Spostandosi ancora di pochi passi è possibile notare un foglio bianco attaccato con il nastro adesivo a un’altra sbarra che mette in guardia da un pericolo causato da “distacco di intonaco”. Quindi c’è il divieto di accesso anche a questa sezione del cimitero. Basta alzare gli occhi, poi, per vedere metri di robusta plastica che a fatica contengono pezzi di cornicione che sembrano ormai pronti a sbriciolarsi. Se qualche fioriera è finita sull’erba è probabilmente colpa del vento, ma il resto del degrado è difficile da spiegare in questo modo. Passeggiando tra i vialetti, infatti, si respira un’aria di abbandono. Documentazioni fotografiche e messaggi su Facebook confermano lo stato di questa parte del paese. Così come i commenti di alcune persone che escono dal cimitero sconsolate e a testa bassa, sfiorando con la mano il cartello affisso dal Comune con gli orari di apertura.
 

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