Il Tirreno

Mattarello 22, tra pizze ovali e cimeli sulle pareti la parola d’ordine è originalità

Claudia Guarino
Francesco Belli, titolare dell'attività
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Francesco Belli, titolare dell'attività

Francesco Belli è titolare della pizzeria nella centralissima piazza Garibaldi: «Il mio sogno è trasformare in locale una galera dismessa»

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VADA. L’obiettivo è ampliare i propri orizzonti, grazie all’aiuto delle persone fidate, fino a realizzare quello che, per adesso, è solo un sogno: aprire un locale all’interno di un vecchio carcere ormai in disuso. Francesco Belli ha 33 anni. È cecinese, ma per inaugurare la sua attività ha scelto il cuore di Vada. Mattarello 22, infatti, si trova nella centralissima piazza Garibaldi, al numero 99. Tutto, in realtà, è iniziato poco lontano, oltre la strada, al civico 22. «È lì che ho aperto la prima pizzeria - racconta Belli - poi mi sono trasferito poco lontano, nei locali un tempo occupati dallo storico bar di Vada». Cimeli e oggetti evocativi sono custoditi tra le pareti di un locale ristrutturato, osservando il quale traspare tutta la passione del suo titolare. A separare due stanze, ad esempio, c’è un cancello, aperto, dalle tonalità chiare.

«Una volta si trovava nel carcere di Porto Azzurro - racconta Belli, appassionato della storia carceraria, italiana e non - un amico me l’ha portato e mi sono detto: “Perché non metterlo in pizzeria?”». Sulle pareti ci sono anche richiami ad Alcatraz e oggetti, che sono pezzi di storia, regalati da amici e conoscenti. «Nell’allestimento degli spazi mi sono ispirato ad un locale che ho visto a New York - sottolinea Belli - Questo stile mi sembrava un’idea nuova per il nostro territorio, qualcosa che non andava a invadere il campo di chi già lavorava qui». Ecco, dunque, anche il guizzo di servire pizze ovali, create con farine biologiche di diversi tipi, e l’idea di porre la rotella, anziché con il coltello, sulla tavola, accanto alla forchetta. E, per restare in tema, le pizze portano il nome delle prigioni.

«Usiamo tutti prodotti a chilometro zero e verdure di stagione, con l’obiettivo di servire, all’interno di un ambiente diverso dal solito, pizze di alta qualità».

Guardandosi alle spalle, Francesco Belli vede un piccolo locale, quello del civico 22, dove c’erano sei tavoli. «Adesso, considerati interni e veranda, abbiamo 140 coperti». E c’è ancora strada da percorrere. «L’idea è quella di ingrandirsi, aprendo anche altri locali. E di questo progetto vorrei che facessero parte anche i miei collaboratori, sono ragazzi in gamba». Quando la pizzeria funziona a pieno regime dà lavoro a 12 persone, mentre in bassa stagione i posti sono circa la metà. Al Matterello 22, però, le colonne portanti sono due: il pizzaiolo e la cameriera. Luca Tani, in particolare, si occupa di infornare le pizze ed è il responsabile della cucina. «Ha 29 anni ed è un ragazzo che merita tutta la mia fiducia», dice Belli.

Lo stesso discorso vale per Monica Zannerini, la diciannovenne cameriera di punta del locale. Francesco Belli, insomma, si dice soddisfatto di quello che è riuscito a costruire. «Certo, si può sempre fare di più, ma solo felice». Ed è pronto, insieme allo staff, ad accogliere i suoi clienti. «Vi aspetto per cena, dal giovedì alla domenica, al Matterello 22».
 

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