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Sette alberi caduti in 7 giorni: un agronomo al lavoro per fermare la strage di pini

Alessandra Bernardeschi
Sette alberi caduti in 7 giorni: un agronomo al lavoro per fermare la strage di pini

Il Comune ha ingaggiato un tecnico per controllare  gli alberi più vecchi e quindi più a rischio e aggiornare lo studio del 2015 

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ROSIGNANO. Sette alberi caduti in sette giorni a causa del maltempo. Tutti pini, per lo più dislocati lungo le strade. Il patrimonio arboreo presente nel Comune di Rosignano sta diventando un'emergenza. L'Amministrazione comunale ha incaricato un agronomo che dovrà effettuare perizie sulle piante maggiormente vulnerabili. Per lo più si tratta di pini che, per loro natura, hanno radici in superficie. Perizie che verranno incrociate con lo studio effettuato nel 2015 dal dipartimento di agraria dell'università di Pisa. Nel frattempo il Comune pensa di aggiornare la propria pianta organica con l'assunzione di un agronomo che avrà il compito di monitorare le piante presenti sul territorio.

I primi pini sono caduti una settimana fa durante l'ennesimo allarme pioggia: due grossi alberi tra il parco del castello Pasquini e via Abbati a Castiglioncello ed uno in via della Repubblica a Rosignano Solvay. Poi è stato un allarme continuo: un pino caduto sulla via Aurelia a Caletta, un altro a Rosignano Marittimo in via della Fonte, uno in via della Cava ed ancora uno a Castiglioncello in via Segantini. «Abbiamo commissionato perizie sulle piante ritenute maggiormente vulnerabili - ha detto il sindaco Daniele Donati - ossia alberi che con il terreno bagnato si sono inclinati o che presentano segni di cedimento. Nel frattempo abbiamo abbattuto due pini, uno lungo la via Aurelia a Portovecchio l'altro all'incrocio tra via della Repubblica e via Zeffiro a Rosignano Solvay. Stiamo procedendo con le potature in modo da alleggerire le chioma.

Una volta terminate le perizie in corso, i risultati verranno confrontati con lo studio effettuato dall'Università di Pisa nel 2015. Dobbiamo capire se la situazione, in quattro anni, è cambiata e dimensionare il piano agronomico rispetto ad oggi. Una volta terminato il monitoraggio è possibile che alcune piante, quelli con caratteristiche di pericolosità, vengano abbattute. Nel frattempo - ha concluso Donati - andremo ad aggiornare la pianta dell'organico con l'assunzione di un agronomo che avrà il compito di sorvegliare e mantenere il patrimonio arboreo».

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