Il Tirreno

l'intervista

Il sindaco di Cecina sulle allerte meteo: «La Regione deve darci più informazioni»

Lucia Aterini
Il sindaco di Cecina sulle allerte meteo: «La Regione deve darci più informazioni»

Per Samuele Lippi i sindaci non possono essere lasciati soli a prendere decisioni. In agenda c'è un incontro con il governatore Enrico Rossi

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CECINA. Per il sindaco di Cecina Samuele Lippi non sono state giornate facili, le criticità legate al maltempo sono state pesanti e alla fine ha anche sbottato contro «un sistema» che «lascia soli i sindaci a prendere decisioni senza supporto tecnico». Ma, ieri pomeriggio, mentre veniva chiuso il Coc (Centro operativo comunale) al quinto giorno di attività, il primo cittadino ha tirato un respiro di sollievo perché, come spiega lui stesso, «ora si potrà contare su un rapporto più stretto con la Regione e con personale esperto che ci aiuti a ponderare le criticità in caso di allerta». Certo, i danni sono tanti ed è in corso il conteggio da inviare alla Regione. Lippi ieri mattina ha riunito i sindaci (o loro rappresentanti) da Livorno, a Piombino e fino a Volterra e da qui è partita la richiesta di ridefinizione degli ambiti. E a breve ci sarà un incontro con il presidente della Regione Enrico Rossi.

Sindaco, proprio contro il governatore Rossi lei si è scagliato domenica quando a Cecina erano in corso quattro diverse allerte arancioni (per rischio temporali, idraulico, idrogeologico e vento)
«Non mi sono arrabbiato perché non c'erano persone in numero sufficiente a gestire l'emergenza, piuttosto il problema è che non possiamo contare su profili che siano in grado di fornire ai sindaci un supporto adeguato per la valutazione e ponderazione del rischio. Non posso io basarmi solo sul mio buonsenso e dover passare sempre da un centralino, devo poter avere interlocutori adeguati. Il presidente Rossi ha raccolto il mio sfogo e domenica sera al nostro Coc è arrivato un funzionario della Regione che ci ha tranquillizzato. Domenica mattina mi sono trovato di fronte alla possibilità di dover sistemare 500 persone in centri di raccolta in caso di esondazione. E in questi momenti abbiamo bisogno di sostegno. Questo non vuole dire che, come sindaco, non voglio prendermi le mie responsabilità. Da ora in poi avremo la possibilità di avere un rapporto più diretto con la Regione con le professionalità utili in queste situazioni. E posso affermare che sarei disposto anche a dare un contributo economico per garantire al territorio il supporto di queste figure».

Ci sono altre azioni necessarie per la gestione di queste situazioni di criticità?
«Sempre stamani (ieri mattina ndr) abbiamo concordato anche che gli ambiti in cui vengono diramate le allerte devono essere rivisti. Per fare un esempio che mi riguarda, il nostro territorio deve avere una correlazione con l'Alta Val di Cecina, non ci deve essere una divisione per il fatto che ci troviamo in due province diverse, Livorno e Pisa. Nell'assetto attuale ci sono delle contraddizioni perché , se per quanto riguarda il vento , c'è un'omogeneità di tutta la zona da Livorno a Cecina a prescindere dagli ambiti per quanto riguarda i fiumi, invece, non è così. Perché se piove solo a Cecina è un conto mentre se piove anche nell'Alta Val di Cecina è un altro. Non si possono dividere zone che sono invece accomunate dalle medesime problematiche e ad unirne altre che invece non le condividono. E' indispensabile che tra noi sindaci ci sia un collegamento istituzionalizzato sia per fare prevenzione con interventi che non possono essere spot ma che devono essere pensati in modo strutturale, sia nel momento della gestione dell'emergenza quando quello che accade a monte ha conseguenze inevitabili a valle».

Il sindaco Luca Salvetti ha detto che è impensabile che Livorno resti bloccata per un'allerta rossa dovuta all'Arno
«Ci deve essere infatti una elasticità dinamica con maggiori aggiornamenti del bollettino meteo del Centro funzionale regionale. Bisogna poter fare delle scelte anche nello stesso ambito; per esempio oggi (ieri ndr) a Rosignano con l'allerta rossa per l'Arno le scuole sono state aperte. Noi a Cecina con l'allerta arancione le abbiamo chiuse».

E per quanto riguarda i lavori per l'argine sulla riva destra del fiume Cecina che al momento manca?
«Noi stiamo facendo pressione sulla Regione perché ci aiuti a chiudere la partita del porto. L'argine va realizzato e i lavori devono essere realizzati dalla società Porto. Ma probabilmente il progetto andrà rivisto perché da più parti viene riconosciuta anche l'importanza delle casse di espansione».

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