Gioco
Fiume Cecina, manca l’argine sulla riva destra: lo deve realizzare la società Porto
Dopo l'allerta meteo torna il problema sicurezza: le opere riguardano anche il completamento dell’ultimo tratto dell’argine in sinistra idraulica dal ponte di Marina alla caserma Villa Ginori
CECINA. L’allarme meteo di domenica 17 novembre ha rievocato il novembre nero di Cecina: la paura per la grande piena del fiume, quella del 4 novembre 1966, entrata nella memoria collettiva e nella storia della città. Un allarme che, passata la grande paura, ha riportato a galla il problema della sicurezza. E quindi dell’argine mancante, legato alla convenzione tra Comune di Cecina e società Porto Spa. Che dopo il preliminare di vendita firmato nel giugno scorso passa la palla al nuovo acquirente, la Acefold, la quale dovrà completare il rogito entro dicembre.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.37916186:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2019/11/18/news/svegliati-dall-allarme-per-la-piena-del-fiume-la-paura-e-stata-tanta-1.37916186]]
Le date sulla carta appaiono ancora molto incerte. Ieri il gruppo Facebook dei Marinesi lo ricordava, e molti interventi rimarcavano l’assenza dell’argine sulla riva destra del fiume, che avrebbe reso molto meno drammatica la corsa alla messa in sicurezza dei residenti nelle aree a rischio esondazione. Il sindaco Samuele Lippi lo aveva ripetuto al Tirreno in occasione della piena del marzo 2018: «Se le opere di messa in sicurezza idraulica fossero completate staremmo più tranquilli. C’è una convenzione a cui stiamo cercando di dare seguito, tenuto conto delle difficoltà della Porto Spa. Ma voglio anche ricordare che l’argine in sponda sinistra da ponte a ponte è stato realizzato dalla mia amministrazione».
Il vicesindaco Pino Costantino si è mostrato abbastanza ottimista. «In realtà la società acquirente vuole realizzare le opere, anche perché in assenza il porto non ha i requisiti di sicurezza - dice Costantino -. Il problema sta nei tempi della Regione, che deve dare il via libera al piano dopo l’approvazione dell’ultima Variante in consiglio comunale. Noi ci auguriamo che a gennaio la questione sia definita».
Le opere di messa in sicurezza del fiume riguardano il completamento dell’ultimo tratto dell’argine in sinistra idraulica (dal ponte di Marina alla caserma Villa Ginori); il nuovo ponte di Marina, con 5 arcate, di cui tre in acqua con una luce di 28 metri. L’ultimo cantiere sarà quello per l’argine remoto in destra idraulica, circa 2,3 chilometri dal ponte sulla ferrovia fino al nuovo ponte su via Volterra. Opere che stando al cronoprogramma richiedono 2 anni di lavori e un impegno finanziario di 6.250.000 euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
