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Protestano gli studenti dell’alberghiero «A spagnolo dentro l’aula siamo in 42»

Claudia Guarino
Protestano gli studenti dell’alberghiero «A spagnolo dentro l’aula siamo in 42»

I ragazzi raccontano che, per tre ore a settimana, tre sezioni si uniscono. L’istituto: «La soluzione è stata trovata»

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Con 42 persone compresse in un’aula è difficile seguire una lezione. Perché anche solo poche parole, magari pronunciate sottovoce, bastano a creare confusione. Non è nemmeno semplice trovare un spazio idoneo: anche se l’aula è grande può mancare la necessaria strumentazione perciò, prima di iniziare la lezione, è necessario prendere le sedie e i banchi depositati da un’altra parte per poi trasportarli nell’aula in questione. Quando finalmente quest’operazione è finita la lezione può iniziare, salvo poi dover ripetere gli stessi movimenti al termine del corso.

Siamo a Rosignano Solvay, all’Isis Mattei e ciò che accade riguarda tre sezioni dell’istituto alberghiero: la 3ªsv (servizio vendita), la 3ªatu (accoglienza turistica) e la 3ªben (enogastronomia).

I ragazzi delle tre classi hanno in comune la seconda lingua straniera e, nello specifico, condividono le lezioni di spagnolo. Ciò significa che quando c’è spagnolo i 42 ragazzi suddivisi nelle tre terze si trasferiscono nella stessa aula, un laboratorio che, stando a quanto raccontano, non è adatto ad ospitare una tale mole di persone.

Perché non ci sono abbastanza sedie né abbastanza banchi, tanto che sarebbero gli studenti a trascinarne alcuni dentro e fuori l’aula, all’inizio e alla fine delle lezioni. Una volta insieme in classe, è il momento dell’appello. Anzi, degli appelli perché, essendoci tre classi, esistono anche tre registri.

«Quando l’ora di lezione è una non facciamo nemmeno in tempo a sederci, che il tempo è già finito», raccontano i ragazzi. Le ore di spagnolo condivise dalle tre classi sono tre, suddivise in due lezioni: una da cinquanta minuti e una da un’ora e cinquanta.

Ma questo tipo di organizzazione, secondo gli studenti, genererebbe anche altri problemi. Prima di tutto ognuna delle tre classi ha il proprio libro di testo, che è differente da quello degli altri. La docente di spagnolo, invece, sarebbe è una e, dunque, si troverebbe a gestire 42 ragazzi. Alla docente sarebbero stati poi affiancati altri due professori.

I ragazzi raccontano che alcuni di loro hanno disturbi specifici dell’apprendimento e, quindi, c’è un docente di sostegno. Dovrebbe poi esserci, da qualche tempo, anche un insegnante di potenziamento.

«Abbiamo già scritto una mail e due lettere alla preside dell’istituto - dicono i ragazzi - senza, però, aver ottenuto alcuna risposta. Da parte nostra riteniamo che svolgere la lezione di spagnolo in modo adeguato sia nostro diritto e, soprattutto, riteniamo che sia importante per il nostro futuro».

Ciò che chiedono i ragazzi, insomma, è che sia trovata una soluzione soddisfacente, così da permetta alle tre sezioni di seguire le lezioni di spagnolo separatamente, perché ogni classe ha il suo programma e il suo libro di testo e gli studenti ritengono giusto che a ognuno di loro siano offerte le condizioni per un apprendimento ottimale. Ciò significa che gli spazi devono essere adeguati e muniti della corretta strumentazione e che le lezioni devono essere organizzate in modo tale da permettere agli studenti di seguire nel miglior modo possibile.

Oltretutto, in questo caso, «si tratta di lezioni di lingua straniera che, per noi iscritti a settori legati al turismo, sono importantissime. Dovremmo fare conversazione, ma siamo troppi e non ci riusciamo. Oggi (due giorni fa ndr) avevamo un compito in classe e svolgerlo in 42 è stato difficile. La situazione è questa praticamente dall’inizio dell’anno scolastico e crediamo che, a questo punto siano necessari dei cambiamenti».

Dall’istituto Alberghiero fanno sapere che il laboratorio scelto è un’aula molto grande ed è adeguata ad accogliere tre classi.

Sottolineano anche che una soluzione è stata trovata: due sezioni insieme e l’altra per conto suo, cosicché, per spagnolo, una classe è composta da circa 30 studenti e l’altra da 12. Una lezione spetta al docente incaricato e l’altra all’insegnante impiegato per il potenziamento della lingua straniera. —

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