Gioco
Eroina, 113 persone assistite dal SerT «Molti cocainomani non si fanno curare»
Nel 2018 il servizio tossicologico di Cecina ha preso in carico 345 pazienti considerando tutte le sostanze stupefacenti
Ben 345 persone in cura perché schiave della droga, di cui 113 da eroina. E molti sono giovani. Sono i numeri allarmanti del servizio per le tossicodipendenze di Cecina. Dati preoccupanti – quelli forniti del SerT dell’Usl Toscana nord ovest – che arrivano dopo l’accorato appello di don Marco Fabbri, il parroco della cittadina, che sabato scorso in una lettera si è appellato alle famiglie sottolineando la piaga degli stupefacenti che a livello locale «sta raggiungendo livelli alti».
I dati del 2018, seppur in linea con gli anni passati, certificano una situazione molto complicata. Conseguenza – come sottolineato al Tirreno dall’assessore alla sicurezza, Fabio Pacchini – anche dei due snodi cruciali dello spaccio, il bosco accanto alla strada che porta a Montescudaio, dove «ci sono persone che vivono in tenda aspettando i clienti», e la stazione ferroviaria. Giocoforza, però, l’Asl fotografa solo una realtà parziale, visto in molti – soprattutto «coloro che fanno uso di cocaina» – «non vogliono farsi curare, pensando di non essere schiavi della droga», spiega Silvano Gagliardi, medico specializzato nelle tossicodipendenze del SerT cecinese, diretto dalla dottoressa Anna Adamovit. «Dalle informazioni che abbiamo – rivela – sul nostro territorio c’è un grosso giro di cocaina. Ce lo dicono i pazienti». Ma gli assistiti sono “solo” 25. Da qui la convinzione che ne faccia uso una ben più nutrita platea, composta non solo da giovani. «Dei 345 casi del 2018 – prosegue il medico – analizzando le sostanze primarie, quindi quelle per cui abbiamo avviato il percorso di disintossicazione, 113 pazienti si sono rivolti a noi perché dipendenti da oppioidi, quindi eroina, 25 cocaina e 19 cannabinoidi. Ma alcuni fanno uso di più sostanze».
Al SerT ci si può rivolgere autonomamente, senza alcuna impegnativa del medico di famiglia. Diversi casi, invece, arrivano sulle scrivanie del servizio tossicologico dalle prefetture (quando ricevono le segnalazioni dalle forze dell’ordine sui consumatori abituali di droga) o, ad esempio, anche dalle commissioni patenti. Tutti gli altri, principalmente chi non incorre in problemi con la giustizia, restano invisibili. Ma ugualmente bisognosi di cure. «Il nostro servizio funziona ed è ben organizzato – prosegue Gagliardi – e la prevenzione è fondamentale, per questo abbiamo attivato dei progetti con gli insegnanti delle scuole. A Rosignano, invece, la polizia municipale incontra gli alunni delle medie proprio per esporre questi gravi rischi. Sono iniziative importanti e positive, avviate autonomamente pure da polizia di Stato e carabinieri».
Il SerT segue anche i casi di dipendenza da gioco d’azzardo e una cinquantina di alcolisti ogni anno. Problematiche che anche a Cecina preoccupano gli addetti ai lavori. E che, come la droga, hanno tutta l’attenzione dei medici e della Regione Toscana. —
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