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marina di cecina 

L’ex discoteca Metropolis torna sul mercato, dopo tredici aste ora il prezzo è stracciato

Leondina Marulli
L’ex discoteca Metropolis torna sul mercato, dopo tredici aste ora il prezzo è stracciato

Il tribunale di Livorno mette in vendita il complesso a 74 euro al metro quadrato: la base è di 704.000 euro

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CECINA. Un nuovo capitolo. Il quattordicesimo per la precisione. L’ex Metropolis, protagonista di una storia che sembra non avere fine, torna sul mercato e lo fa con una base d’asta dimezzata rispetto all’ultimo tentativo di vendita dell’immobile, datato 5 ottobre 2017. L’area, che si trova a ridosso del maneggio, a due passi dall'ingresso del Tombolo meridionale e a poche centinaia di metri in linea d'aria dall’Acquapark, in una posizione che potrebbe perciò definirsi strategica a Marina di Cecina, prova a rendersi di nuovo appetibile. Il tribunale di Livorno ha indetto una nuova vendita a partire da una base d’asta di 704.709 euro: una cifra ben lontana dai tre milioni e mezzo del primo incanto successivo al fallimento societario datato 2009. Una struttura di 9mila e 400 metri quadrati, che per anni ha fatto divertire e ballare ragazzi, e non, della zona: l’ex discoteca comprende un ampio spazio esterno, tre sale da ballo, un bar e un ristorante, il tutto all’interno di un complesso di due piani che ormai si trova in stato di abbandono.

Basta un semplice calcolo per capire che l’ex Metropolis torna sul mercato per una cifra irrisoria: 74 euro al metro quadro. L’ultima perizia, effettuata dall’ingegnere Antonio Valenti risale a giugno 2016 e assegnava alla superficie edificata un valore complessivo di un milione e 500mila euro, alla superficie a parcheggio un valore unitario di 40 euro al metro quadro, per un valore complessivo di 200 mila euro e un milione e 800mila fu valutata l’incidenza delle aree esterne e della terrazza. Perizie che si sono succedute nel tempo, insieme ai tentativi delle passate amministrazioni comunali di rendere appetibile quella che ormai andava trasformandosi in una cattedrale nel deserto pur essendo nel cuore di Marina di Cecina. È di marzo 2014, infatti, l’approvazione in consiglio comunale della variante alla destinazione d’uso dell’immobile: un atto amministrativo che offre la possibilità di abbattere le volumetrie esistenti per far posto ad una struttura alberghiera, anche sotto forma di Rta.

Un tentativo, dunque, di allargare la platea dei possibili acquirenti e di costruire su misura un vestito che potrebbe calzare a pennello per quella zona di Marina di Cecina, tentativo a cui fece seguito la revisione della perizia tecnica, a giugno 2016: ‘Nuove possibilità edilizio-urbanistiche’ il titolo del testo nel quale si legge chiaramente che, oltre alla struttura alberghiera l’area può ospitare attività commerciali al dettaglio fino ad un volume di 250 metri quadri, attività di somministrazione e pubblici esercizi oltre ad attività per lo spettacolo, tempo libero, istruzione, cultura e sport. Negli anni, tuttavia, al posto delle offerte ad accumularsi è stato il senso di abbandono della struttura, utilizzata anche come dimora per i senza tetto. Termine ultimo per presentare un’offerta è il 13 gennaio 2020 al curatore fallimentare, il commercialista Paolo Carotti, incaricato dal Tribunale di Livorno.
 

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