Proteste
Erosione, ormeggi via a giorni: «Cantieri chiusi entro maggio»
Secondo la Regione ci sono i tempi per finire i lavori prima della stagione estiva. In settimana, meteo permettendo, dovrebbe iniziare la rimozione delle catenarie
VADA. Onda dopo onda, il mare si appropria della spiaggia. Lentamente, anno dopo anno, ingoiando, insieme alla sabbia, le speranze degli operatori balneari. Chi lavora sulla costa vadese attende da almeno 15 anni un intervento in grado di salvare il litorale dall’azione erosiva dell’acqua salata. Per anni, al procedere dell’iter tecnico e burocratico non è corrisposta una concretezza tangibile, nella preoccupazione generale. Poi è arrivata la chiatta e si è creduto di essere, finalmente, arrivati a un punto di svolta. Ma quel pontone è ancorato a ridosso della scogliera da oltre un mese. Immobile. E gli operatori temono che gli interventi possano prolungarsi eccessivamente, intaccando in tal modo la stagione estiva. C’è, però, una buona notizia. La capitaneria di porto fa sapere che la chiatta questa settimana entrerà in funzione, meteo permettendo. Ciò che mancava era l’ordinanza di disciplina dei lavori volti alla rimozione di catene e corpi morti dall’acqua. . Bene, la capitaneria sottolinea che la firma avverrà in tempo utile per permettere alla ditta incaricata di iniziare i lavori proprio questa settimana. Ma, per capire la questione, ripercorriamo a ritroso le tappe del percorso.
tre pennelli nel piano
Per l’arenile di Vada in ballo c’è un progetto coordinato dalla Regione Toscana dal valore complessivo di 1,3 milioni di euro. Oltre al ripascimento del litorale con 17mila mc di sedimenti, è prevista la costruzione di tre pennelli antierosione, cioè di tre scogliere in massi naturali perpendicolari alla riva, situate nel tratto di mare presente tra il fosso Circolare e il Vallecorsa.
bonifiche slittate
Prima di poter partire con la sistemazione dei pennelli, però, bisogna bonificare e sminare le aree. Alcuni interventi sono iniziati prima dell’estate scorsa, dal campo sportivo verso nord, con la bonifica di questo tratto di spiaggia. I lavori avrebbero poi dovuto riprendere, subito dopo la stagione, nella zona del Circolo nautico vadese, che ha provveduto a togliere le barche dall’acqua, essendogli stata revocata parte della concessione proprio per permettere lo svolgimento dei lavori. Prima di bonificare e sminare l’area, però, è necessario che il Circolo nautico rimuova dall’acqua le catene e i corpi morti precedentemente utilizzati per gli ormeggi. Un lavoro, questo, per cui è stata incaricata la ditta Vanni di Cecina.
chiatta ferma
La chiatta della società è stata dunque posizionata in mare, ma i lavori hanno tardato ad iniziare. Serviva, infatti un’autorizzazione della capitaneria di porto. Quest’ultima, da parte sua, fa sapere che prima di dare l’ok ha dovuto aspettare che la società Vanni inviasse dei documenti. «Adesso sono arrivati - dicono dalla capitaneria - e i lavori possono iniziare».
«lavori fino a maggio»
«I lavori di rimozione dei corpi morti richiedono poco tempo - riferiscono dalla Regione - Una volta conclusi si passerà alla bonifica della zona e poi inizieranno gli interventi per la costruzione dei pennelli. Per adesso siamo in linea con il cronoprogramma e non dovrebbero esserci ritardi. I lavori, cioè, dovrebbero concludersi a maggio». Cioè senza intaccare la stagione estiva. Un aspetto, questo, che sta molto a cuore agli operatori vadesi. Chi lavora sulla marina, d’altra parte, aspetta da parecchio tempo gli interventi volti al contrasto dell’erosione. Perché il mare, nel tempo, insieme alla sabbia, si è mangiato file di ombrelloni. E ogni anno un fazzoletto d’identità vadese prende il largo, insieme ai granelli di sabbia che si dirigono verso l’orizzonte.
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