Il dolore
«Alberi vecchi servono censimento e taglio»
ROSIGNANO. «Assai raramente i pini superano i cento anni di vita, diciamo che uno su cento arriva a questo traguardo. E le piante di pino sul territorio sono tutte piuttosto vecchie, molte si avvicinano al fine vita». Questo, secondo Jacopo De Santis - agronomo libero professionista, il problema principale del patrimonio arboreo locale. «È normale che i pini cadano - spiega -, tra l’altro quelli presenti sul territorio sono soprattutto della specie domestica, maggiormente soggetti al ribaltamento rispetto alle specie marittimo e d’Aleppo. Sono pini marittimi quelli su via della Repubblica e svariati anche in pineta Marradi. È chiaro che, con l’avanzare dell’età, queste piante seccano o si ribaltano».
Allora, quali sarebbero gli interventi per garantire una stabilità del patrimonio arboreo e quindi maggiore sicurezza per i cittadini? «Diciamo che in passato - dice De Santis - si doveva fare una programmazione di sostituzioni nel lungo termine, come per esempio viene fatto in EmiliaRomagna. Adesso è fondamentale un censimento dei pini, con valutazione della loro stabilità e abbattimento di quelli pericolanti e instabili. Con un calendario che preveda sostituzioni». —
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