Il Tirreno

Vanno in commissione ma trovano chiuse le porte del Comune di Rosignano

Anna Cecchini
Vanno in commissione ma trovano chiuse le porte del Comune di Rosignano

La denuncia di Marabotti (Lista del cuore) e Niccolini (Lega)  che con altri consiglieri dovevano partecipare alla seduta

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ROSIGNANO. La commissione consiliare era stata convocata per le 15, ma quando i consiglieri sono arrivati davanti a palazzo civico hanno trovato chiuse le porte della sede comunale. Così, dopo una serie di telefonate al presidente del consiglio per capire cosa fosse accaduto e se ci fosse la possibilità di entrare, sono dovuti tornare indietro. Lo spiacevole inconveniente è successo eri pomeriggio ai membri della terza commissione consiliare “welfare e diritti”, e a denunciare l’accaduto sono Claudio Marabotti (Lista del cuore) e Fabio Niccolini (Lega).

«È stata boicottata una seduta di commissione convocata due settimane fa - scrive Marabotti sulla sua pagina fb - con un ordine del giorno di importanza capitale: programmare le iniziative future su temi come istruzione, salute, diritti». Il consigliere di “Rosignano nel cuore spiega che «nel cortile della Fattoria arcivescovile, del Pd c'era solo il presidente Enrico Ferri, desolato, sotto la pioggia. Nessun altro consigliere del Pd, nessun assessore, neanche il sindaco».

Davanti al portone del Comune, insieme a Marabotti e Orazzini (Rosignano nel cuore), c’erano Niccolini (Lega), Settino (M5S), Petza (In Comune) e appunto il presidente della commissione Ferri (Pd). Non c’erano invece gli altri due consiglieri del Pd che fanno parte della commissione: Roberta Torretti e Laura Romboli. Marabotti prosegue spiegando che «la commissione, che avrebbe avuto validità legale perché la maggioranza dei componenti era presente, si è sciolta davanti ad un portone rimasto chiuso con motivazioni incomprensibili: la mancanza di personale dipendente nella sede comunale. Quel portone non è stato chiuso in faccia solo alle persone che erano lì, dopo aver lasciato il lavoro o la famiglia; è stato chiuso soprattutto in faccia alle migliaia di cittadini che quelle persone rappresentano, sforzandosi di farlo nel modo migliore, con dignità ed onore».

Punta il dito contro l’accaduto anche Niccolini: «Viene da domandarsi come mai è partita una convocazione ufficiale recapitata tramite posta certificata, se esiste una norma che prevede l'impossibilità di riunione della commissione? La Lega-Salvini Premier chiederà conto di tale ingiustificabile comportamento sia al sindaco che al presidente del consiglio. Al diritto/dovere di governare corrisponde l’obbligo di correttezza formale e sostanziale».

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