Sicurezza
Il laghetto alle Spianate abbandonato nell’incuria
Nuovo sopralluogo del Tirreno: cancello parzialmente franato e degrado nel parco. L’area, in una zona residenziale, è stata anche presa di mira dai vandali
CASTIGLIONCELLO. Lo stato di degrado in cui versa il laghetto alle Spiante non è una novità per tutti coloro che risiedono in via Solferino e nelle strade traverse. Siamo nella zona a monte di Castiglioncello. Una zona dove, tra la metà degli anni ’80 e ’90 sono nate villette a schiera, case indipendenti con giardino. Una lottizzazione che ha interessato l’area a monte del laghetto, quel bacino d’acqua che, in primavera, si riempie di ninfee. Quell’area è chiusa dal gennaio del 2017 a causa di un contenzioso tra i gestori e l’amministrazione comunale. Con la riconsegna delle chiavi da parte della società Le Querciolaia Sas tutto sembrava essere risolto e che quello spazio dedicato alle attività ludiche ed ai picnic grazie anche ad un punto di ristoro, potesse riprendere vita. Il bando per la gestione sembrava a portata di mano.
Invece, dopo due anni, tutto è rimasto immutato. Immutato per quanto riguarda la gestione del laghetto. Lo stesso non si può dire per la manutenzione dell’area e del punto di ristoro. Nel luglio scorso, dopo un sopralluogo, avevamo portato all’attenzione il fatto che uno dei cancelli di accesso all’area era stato rotto. Qualcuno, evidentemente per entrare all’interno dello spazio verde di proprietà de Comune di Rosignano, aveva tolto alcune stecche e rialzato una parte di rete adiacente al cancello stesso. Dopo quattro mesi siamo tornati sul luogo. La rete è stata riparata. Il cancello sta franando. Le stecche in legno, che dovrebbero sbarrare l’accesso all’area incustodita, ancora mancano e quindi chiunque può entrare all’interno della zona. Tutto attorno la vegetazione ha avuto la meglio sulle strutture presenti. Erba alta, alberi da potare, rami secchi, arbusti che si stanno allargando sul terreno mentre anche la struttura in legno si sta visibilmente deteriorando. Dopo l’evento alluvionale che colpì, nel settembre 2017, il comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo, la Regione Toscana, attraverso i propri tecnici, svolse un sopralluogo per verificare lo stato dell’invaso con lo scopo di capire se vi fossero criticità in caso di alluvioni o piogge intense.
Il Comune fu chiamato a compiere alcuni adempimenti. Tra questi un progetto di ampliamento dello sfioratore e del canale fumatore delle acque. Inoltre il livello dell’acqua del bacino doveva essere tenuta costantemente al di sotto di un metro rispetto alla soglie di sfioro. “Il controllo sta avvenendo - ha detto l’assessore alla qualità urbana Giovanni Bracci - ma prima di riaprire il laghetto al pubblico e darlo in gestione, dobbiamo eseguire i lavori”. Lavori che “hanno un costo piuttosto impegnativo ha detto il sindaco Daniele Donati. E d’altra parte non possiamo dare n gestione il laghetto senza prima aver svolto gli interventi”. Interventi che sono slittati al prossimo anno. Intanto Stefano Scarascia della Lega ha presentato un’interpellanza corredata da fotografie, sullo stato in cui oggi si trova l’area. Un documento che contiene dieci specifiche domande che sono state rivolte sindaco ed agli assessori competenti e sul quale si discuterà nel prossimo consiglio comunale. Intanto da due anni i cittadini attendono che il problema si risolto e che l’area die laghetto torni d essere fruibile.
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