Sicurezza
Lo stendardo della Targa in duomo per Lido Franconi
CECINA. Per gli amici della Targa Cecina, e per chi ne ha seguito l’impegno dal mondo dell’associazionismo fino alla sua ultima creazione, il ristorante “L’Officina”, Lido Franconi resterà un esempio.
Ieri pomeriggio, in duomo, si sono svolti i funerali di Lido Franconi, a lungo presidente della Targa, che adorava dai giorni in cui – era il 1984 – divenne dirigente del rione Palazzaccio. Ai colori del sodalizio, e non solo a quelli di appartenenza, aveva dedicato tempo ed energie, rafforzando il gemellaggio con Sagunto, la città spagnola che aveva visitato decine di volte e dove era considerato di casa, tanto era l’entusiasmo con cui era ricevuto e riceveva le delegazioni in visita a Cecina. In chiesa, per l’ultimo saluto e un abbraccio alla famiglia, centinaia di persone che tutti i giorni lo vedevano all’opera, negli anni in cui lavorava nel campo dell’edilizia e, nel tempo libero che rimaneva, ai numerosi programmi dell’associazione.
Toccò proprio a lui, una sera alla Cecinella di Marina, presentare l’edizione numero 50: un traguardo storico per la città e i carristi, che lui considerava una tappa per proseguire il cammino e coinvolgere sempre più persone. Perché, credendo nel gioco di squadra, sapeva che è soltanto con l’unione delle forze che le buone idee divengono progetti.
“Te fai… poi in qualche modo si fa”, è la frase che riassume bene il suo pensiero. Don Marco Fabbri lo ha ricordato con poche misurate parole. «Ci stringiamo attorno alla moglie e alla figlia, e ai familiari, per accompagnare Lido all’incontro con Dio. La vostra numerosa presenza conferma che ognuno custodisce un prezioso ricordo dell’uomo che ha contribuito a costruire la comunità. Gli dimostrate simpatia e grande affetto. Farà sempre parte di noi, con le sue passioni e gli insegnamenti che altri seguiranno».
Le esequie sono state curate dall’impresa funebre Santini. L’attuale presidente della Targa Cecina, Alessandro Regoli, lo ha ricordato con un messaggio su Facebook. Come gli amici spagnoli e i suoi rionali, che in duomo hanno portato anche lo stendardo che sempre li rappresenta. —
Michele Falorni
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