Il Tirreno

la tragedia di bibbona  

Muore dopo 42 giorni di agonia: «Addio Martina, giovane guerriera»

Claudia Guarino
Muore dopo 42 giorni di agonia: «Addio Martina, giovane guerriera»

Martina Rossetti, 40 anni, era ricoverata a Pisa dopo l'esplosione della villa in cui viveva, alla California. Tanti i messaggi di cordoglio

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BIBBONA. Un istante. È bastato un singolo momento per cambiare il corso della sua vita. Una luce accecante, un forte boato. Poi il crollo e il buio. Una casa che si sgretola. Vite che si frantumano. Lei in piedi: il volto nero, segnato dal fumo. I vestiti quasi distrutti, fatti a brandelli dal tuono di quel boato che in un secondo ha lacerato vite e futuro. Quella maledetta notte ha lottato strenuamente, per sé e per suo figlio. Ma anche per il compagno, il cui corpo bruciava sotto detriti incandescenti. Per questo è rimasta lì, in piedi, riversando acqua sul suo amato Giuliano. Quarantadue giorni: tanto è durata la sua agonia. Martina Rossetti è morta nel pomeriggio di domenica 3 novembre, nel suo letto del reparto grandi ustionati dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. Per oltre un mese è stata in coma farmacologico. Poi le sue condizioni sono diventate troppo gravi. Adesso l’attesa è per l’intervento del medico legale. Poi saranno fissati luogo e data dei funerali.

Era il 22 settembre quando è successo tutto. Nella palazzina bifamiliare al civico 11 di via Ederle c’erano tre persone: Martina, impiegata al Conad di Donoratico, suo figlio tredicenne e il compagno di lei, Giuliano Geri, 41 anni, responsabile del supermercato Conad di Cecina. Siamo alla California, in un’area residenziale che si trova vicino alla ferrovia. Alle 21 accade l’inimmaginabile. Un rumore assordante accompagna l’esplosione. Poi le tegole che si infrangono al suolo. Fuori i detriti, dentro le macerie. Giuliano Geri ne è travolto e sommerso. «Non mi sento più le gambe, sto bruciando», ha detto. Non riusciva a divincolarsi, non riusciva a uscire, non riusciva a muoversi.

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Dimitri Rossetti, in quel momento, era nel suo appartamento, distante una ventina di metri. Ha raccontato di aver corso verso il luogo della tragedia. Ha visto la cugina Martina in piedi, vicino al compagno. «Dammi una mano perché moriamo tutti», si è sentito dire. Martina teneva in mano un manicotto dell’acqua: stava bagnando il compagno per aiutarlo a sopportare il dolore delle ustioni.Da quella casa, poi, sono riusciti a uscire. Martina Rossetti e Giuliano Geri sono stati trasportati all’ospedale di Cisanello. Il figlio di lei, Samuele, al Meyer di Firenze. Il bambino ora sta bene. Geri, invece, si trova sempre al reparto grandi ustionati.

Inizialmente gli investigatori hanno pensato a una perdita di gas dovuta a un tubo difettoso. Successivamente, però, si sono accorti che il tubo in entrata, collegato alla cisterna del giardino, era aperto. Ciò ha dunque reso plausibile un’altra ipotesi: il gas potrebbe aver riempito l’appartamento, a quel punto sarebbe bastata una scintilla per scatenare l’inferno. Per tutto ciò c’è un indagato: l’idraulico che, il giorno prima dell’esplosione, aveva effettuato alcuni lavori all’impianto del gas.

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In un primo momento l’uomo era sospettato di lesioni colpose. Con la morte di Martina Rossetti, però, l’accusa cambia: presumibilmente si trasformerà in omicidio colposo. Le indagini della procura, coordinate dalla pubblico ministero Ezia Mancusi, proseguono. Gli amici e i partenti di Martina Rossetti, intanto, si stringono nel dolore per la morte di una giovane donna. Una lavoratrice e la madre di un ragazzino di 13 anni: tanto amata, stimata e apprezzata anche per il suo carattere aperto e positivo.

E il cordoglio per la sua morte è trasversale. Tanti i messaggi a lei dedicati, pubblicati anche sui social network. "Rimarrai sempre una guerriera", "Ha lottato con tutte le sue forze", scrive qualcuno. "Lascia un profondo vuoto", sottolinea qualcun altro. Messaggi di cordoglio sono espressi anche dalla sindaca di Castagneto Carducci,  Sandra Scarpellini: "La morte di una giovane donna e mamma, dopo tanta sofferenza e per circostanze tanto tragiche, ci lascia del tutto sgomenti. Chiunque abbia incrociato la disponibilità e il sorriso gentile di Martina tra i banchi del supermercato, la ricorderà con doloroso affetto". Mentre Massimo Fedeli, sindaco di Bibbona scrive: "Ci siamo stretti intorno alla famiglia dal primo istante dopo il tragico incidente, sperando in notizie confortanti dall’ospedale nel quale era ricoverata. Non sono arrivate. Mi piace pensare che abbia smesso di soffrire, e che ora tutto il bene e l’amore che aveva ancora da offrire resteranno serbati nel cuore del piccolo Samuele. Oltre alle mie condoglianze alla famiglia, offro la mia piena disponibilità a qualunque esigenza dovesse sopraggiungere. Riposa in pace".

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di Redazione web