Gioco
Porta a porta, i negozianti sono dubbiosi: «Vanno garantite le isole ecologiche»
Ma l’ipotesi bidoni interrati suscita perplessità: «Chi li paga? E per installarli cosa faranno, bucheranno piazze e strade?»
CECINA. Differenziata sì, ma fatta nel modo giusto. Porta a porta ok, ma solo se viene garantito un ritiro frequente dei rifiuti, qualunque sia la loro collocazione, e unicamente se viene previsto, almeno per le utenze non domestiche, uno spazio esterno dotato di appositi contenitori. I commercianti del centro città hanno le idee chiare. In sostanza sono d’accordo sulla necessità della raccolta differenziata, ma non tutti sono felici dell’annunciato sbarco del porta a porta nel cuore di Cecina.
Per il resto le richieste sono poche e semplici. Una, ad esempio, riguarda la previsione di un’isola ecologica. Quest’ultima, per Alberto Giusti, cartoleria Lucarelli, «sarebbe ideale. Altrimenti penso che il ritiro dei rifiuti dovrebbe essere quotidiano o quasi». «Noi abbiamo tantissimi imballaggi e, già ora, fatichiamo a gestire tutta la spazzatura - racconta Eva Bartolini, Qubik - un bidoncino non ci basta di sicuro. Caso mai servirebbe un cassonetto. Ancora meglio un’isola ecologica». Una delle ipotesi in campo per le utenze non domestiche, così come per i condomini, è quella legata ai cassonetti interrati o, in alternativa, a cassonetti scarrabili. «Bidoni interrati?- afferma Antonella Colombo, yogorino - E cosa fanno, scavano all’interno della piazza? Molto meglio i bidoni, purché siano chiusi e dotati di chiave».
Ma relativamente ai cassonetti interrati c’è anche chi si pone un’altra domanda: «E chi li paga? Il Comune o i commercianti», dicono Marica Becuzzi e Ilenia Mascagni del Caffè Ruiu che, comunque, sono in linea di massima d’accordo con il porta a porta, «basta che dietro ci sia un’organizzazione adeguata e che funzioni». «Magari mettessero dei bidoni più vicini - afferma Cinzia Giampetruzzi del bar La Cricca - perché noi già facciamo la differenziata, ma i cassonetti sono lontanissimi. Far funzionare il porta a porta è difficile, se ci riuscissero, però, sarebbe una buona cosa». Su quest’ultimo aspetto sono quasi tutti d’accordo. «Il porta a porta ci farà pagare meno tasse? - chiedono Daniele Buti e Riccardo Orlandini, Spinnaker pesca - Perché in quel caso andrebbe bene. Sarebbe comunque il caso di prevedere, per lo meno per negozi e condomini, l’allestimento di un’isola ecologica».
Dubbi sono espressi anche da Ina Azarevich, barista di un locale cecinese, secondo la quale «vedere bidoni o rifiuti ovunque non è un bello spettacolo. Poi per i cassonetti interrati cosa fanno? Forano la strada?». Dubbioso è anche Filippo Papi, Drugstore: «L’importante è che non ci sia la giacenza dell’umido, perché creerebbe troppi disagi». Più positiva è invece Patrizia Cantarella, Ricotta&Pistacchio, secondo cui «se è organizzato bene il porta a porta è ok. Serve la collaborazione di tutti per provare». Quello di Walter Antonelli e Giampiera Langiu (Il Pasta) è un no secco. «Siamo contrari al porta a porta anche per le utenze domestiche. A Palazzi e a Marina c’è e non funziona. Bisognerebbe caso mai mettere un’isola ecologica in ogni quartiere».
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