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Leone: «Scuola di teatro chiusa Scelta che ci lascia attoniti»

Leone: «Scuola di teatro chiusa Scelta che ci lascia attoniti»

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CECINA. Durissima la risposta che Marco Leone, direttore di Artimbanco nonché direttore della Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, indirizza all’assessora alla cultura Lucia Valori. «L’assessore dice che è stata chiusa la scuola comunale di teatro perché non produceva sufficiente pubblico per la stagione del De Filippo. Dico subito che la scuola di teatro Artimbanco, per 25 anni, si è data il compito di prendersi cura delle persone non quello di “formare pubblico”. In tutti questi anni Artimbanco è stato un modello a livello nazionale: abbiamo utilizzato il teatro in tutte le sue forme. Siamo stati i primi in Italia a sperimentare laboratori di teatro inclusivo per ogni forma di disagio e disabilità. In questi anni abbiamo lavorato con migliaia di persone tra bambini, adolescenti e adulti. Non abbiamo mai pensato di dover “formare pubblico” ma al contrario individui consapevoli. Se il Comune ritiene di avere un problema sulla stagione del De Filippo si interroghi sulle scelte di chi decide la stagione, cioè faccia quattro chiacchiere con l’ente a cui ha appaltato questo servizio».

«Valori - prosegue Leone - parla dell’esigenza di “fare un salto di qualità”. Auguri! Con Artimbanco, attraverso Metodi Festival, per molti anni Cecina è stata in contatto con le maggiori scuole di recitazione del mondo, dall’Actors Studio di New York al Ghitis di Mosca. Abbiamo vinto, negli anni, ogni sorta di premio nazionale e nel 2013 Artimbanco ha ricevuto la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica. Si parla di un “ruolo paritetico di Artimbanco rispetto alle altre realtà”. È una frase che non significa nulla e che azzera 25 anni di lavoro e di investimenti. Nella Scuola Comunale di Teatro, la comunità di Cecina, per 25 anni, ha investito risorse, queste risorse sono servite a dare vita a un servizio ma anche a determinare la professionalità di un’intera generazione di operatori teatrali». Altro punto. «Se tra breve Cecina avrà un nuovo teatro De Filippo lo deve soprattutto ad Artimbanco che in questi anni si è battuta affinché questo accadesse. Il disegno di ristrutturazione del nuovo De Filippo è di Artimbanco. Artimbanco ha presentato, diversi anni fa, all’amministrazione il progetto di ristrutturazione, indicando problematiche e soluzione. Di fronte ad una decapitazione della scuola non ci sentiamo “usurpati” ma attoniti.

Ultimo punto. «Riguardo ai “cantieri”. Abbiamo partecipato a dei tavoli di presentazione del progetto e semplicemente abbiamo ritenuto di non poter aderire. Quello che non ci convince è proprio un elemento che l’assessore ritiene fondamentale, ovvero la gratuità dei corsi. La Scuola Comunale era improntata sul principio di accessibilità: quote di iscrizioni popolari e la possibilità di accedere gratuitamente presentando un Isee che attestasse una situazione di svantaggio. Una vera politica di servizio pubblico. Risultati: accesso garantito per tutti e allo stesso tempo il rispetto per gli altri operatori del settore. Quando c’era Artimbanco anche altri operatori e altre scuole hanno potuto nascere e operare sul territorio. Nel momento in cui il Comune promuove corsi di teatro gratuiti ogni altro operatore del settore dovrà chiudere i battenti. Ma così l’impresa culturale/teatrale muore. Forse possiamo avviare un tavolo di lavoro ma per creare qualcosa di meglio». —

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