Il Tirreno

cultura e polemiche 

L’assessora Valori “cancella” la scuola comunale di teatro

Federica Lessi

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CECINA. Non ci sarà più la scuola di teatro comunale. Sgombra ogni dubbio l’assessora alla cultura Lucia Valori circa una ripresa delle attività della scuola. L’idea della struttura del Comune di Cecina, nata nel 1995 per formare alle discipline teatrali, ha ceduto il posto ad un nuovo progetto formativo, i Cantieri teatrali con la Città. «Abbiamo deciso di superare il concetto di scuola comunale e rinnovare il progetto teatrale per più ragioni – afferma l’assessora – per prima cosa venivamo da un’esperienza di molti anni che ultimamente aveva prodotto un pubblico scarso e poco curioso, gli abbonamenti alla stagione erano ormai una quarantina. Secondo il concetto di formazione teatrale con corsi per il primo, secondo e terzo anno rappresenta un modello superato, ha poco senso se le persone poi non accedono ad un percorso superiore. Noi avevamo bisogno di avvicinare il pubblico con un metodo diverso, formare cittadini alla consapevolezza del teatro, stabilire un legame tra la stagione e il pubblico». Da qui l’idea del centro di formazione teatrale permanente nato quest’anno, che avrà sede al nuovo Teatro De Filippo, con la direzione di Alessio Pizzech. «Abbiamo creato un progetto inclusivo, che sarà aperto agli operatori, alle associazioni, alle persone di varie fasce di età e alle scuole, rinnovando il rapporto tra la comunità e il teatro – prosegue Valori – al “De Filippo” si confronteranno tutti questi soggetti per fare un salto di qualità e far crescere il pubblico. La scuola di teatro comunale non ci sarà più, al suo posto ci saranno diverse realtà che dialogano».

Tra queste potrebbe esserci anche l’associazione Artimbanco, che ha gestito fino a primavera la scuola comunale. Ma per l’amministrazione in questa partita avrà un ruolo paritetico alle altre realtà, senza mantenere la prerogativa di struttura dell’ente o stabilire delle condizioni al progetto. «Abbiamo fatto un lungo percorso con tutte le associazioni del territorio, compresa Artimbanco – spiega Valori – tanti operatori hanno accettato di confrontarsi cambiando il loro punto di vista a favore di una visione comune. Altri si sono sentiti usurpati. Noi crediamo che occorra il contributo di tutti, e vogliamo assegnare in modo meritocratico le risorse pubbliche che destinavamo alla scuola. Dunque chi ha meriti non deve dubitare di riuscire. Per questo ci auguriamo che anche Artimbanco partecipi ai cantieri, mettendo a disposizione la sua esperienza e la qualità dei suoi operatori». –

Federica Lessi



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