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«L’Azienda sanitaria sbaglia Nessun vantaggio dallo stop»
Quattro associazioni rispondono alla Asl difendendo il servizio per come funziona attualmente «Disagi nei territori in cui c’è stata la riorganizzazione»
cecina. «La risposta dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest sulla chiusura dell’ufficio protesi di Cecina non ci ha sorpreso. Ma l’Asl mente sapendo di farlo».
Tale è la posizione delle associazioni Vita indipendente Bassa Val di Cecina, In viaggio con noi, Haccompagnami e 6 il mio amico speciale che si esprimono così rispondendo all’Asl, secondo cui la chiusura dell’ufficio protesi cecinese produrrà una serie di benefici.
«La possibilità per gli utenti di trovare vicino casa lo sportello Cup, dove poter consegnare la richiesta, è sicuramente uno dei vantaggi del nuovo modello - aveva detto l’Asl - E con la nuova procedura il percorso della pratica è totalmente tracciato, quindi maggiormente trasparente. Più volte, inoltre, i dirigenti dell’Azienda hanno incontrato associazioni e comitato di partecipazione per illustrare i singoli passaggi della riorganizzazione».
Le associazioni, però, non sono d’accordo.
«L’Azienda ci dica - scrivono in una nota firmata da Vincenza Zagaria - quando e in quali occasioni ha incontrato le associazioni e il comitato di partecipazione della Società della Salute Valli Etrusche per confrontarsi sulla chiusura degli uffici protesi.
Quest’ultima, nelle zone in cui è già avvenuta, sta causando disagi che non possono dirsi, come afferma l’Asl “fisiologici”. La nostra affermazione è suffragata dalle mail che gli utenti scrivono agli uffici senza ricevere risposte, oppure attendendo tempi lunghi e privi di indicazioni chiare».
Le associazioni proseguono sottolineando che «la delibera del 2017 non parla di chiusura degli uffici protesi, bensì di appropriatezza delle prescrizioni in coerenza con il progetto riabilitativo e di razionalizzazione del governo della spesa. Noi utenti dei servizi dunque ci domandiamo: come mai tanta solerzia nel chiuderli? Perché, invece, non investire sulla presa in carico dei pazienti disabili? I pazienti cronici o stabilizzati non vengono curati. Facciamo a tal proposito presente che, in realtà, non esistono pazienti stabilizzati, perché la mancanza di cure causa patologie ad innesto».
Detto ciò, le associazioni sostengono di avere «buoni motivi per ritenere che il vero obiettivo dell’Asl sia economico.
Per quanto riguarda la trasparenza, infine, l’Azienda ha tutti gli strumenti per fare le verifiche dovute. Noi le sosteniamo pienamente e, sotto questo punto di vista, siamo pronti a collaborare. Chiediamo infine ai sindaci di non subire passivamente decisioni che creano tanti problemi a chi ne ha già troppi da affrontare». —
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